La fiera del sabato, in questa città si servono mezze porzioni

ACIREALE – Fiera del sabato a Largo Francesco Vecchio (COM)? Sembra proprio essere questa la prossima collocazione della fiera che, da sempre, si tiene ogni sabato ad Acireale.  Da anni la fiera viene montata nella zona “Tupparello” e più volte abbiamo documentato con video e foto come quei luoghi sono stati usati e vilipesi da tanti che affollano il mercato. Spazzatura, frutta marcia, sacchetti di plastica ed ogni altro rifiuto lasciato non solo dentro il piazzale ma anche e soprattutto “lanciato” oltre il muro tanto da produrre una vera discarica.

Rispetto alla nuova collocazione della fiera del sabato, già da tempo, si è parlato del trasferimento in centro (corso Umberto, corso Savoia), o in zona “Cappuccini” e, da qualche settimana, si parla con più insistenza della sua probabile ricollocazione a largo Francesco Vecchio. Possiamo certamente affermare, senza tema di smentita, che sono numerosissimi i Comuni italiani e non solo che allestiscono i mercati in pieno centro città. Sono modalità che portano vivacità, afflusso di cittadini e visitatori che ravvivano i centri urbani con gli umani invece che automobili. Normalmente i luoghi adibiti alla fiera sono dotati di stand tutti uguali e spesso contrassegnati con il logo del Comune. Sono luoghi che hanno a supporto i vari contenitori per differenziare la spazzatura e sono luoghi che riprendono slancio e producono microeconomia. Ma, si sa, ad Acireale si servono le mezze porzioni e quindi si fanno scelte che non sono, come recita un detto antico, “né carne né pesce”.

Ed ecco che per rimanere sospesi in decisioni che non sono né della collocazione al centro e neanche in zona periferica (come adesso) si prospettano decisioni che sono mediazioni a discapito di quei pochi brandelli di vivibilità cittadina. Largo Francesco Vecchio è un luogo che è stato riqualificato con attrezzature sportive, che viene frequentato ad ogni ora del giorno e ogni giorno della settimana da chi vuole fare un poco di moto all’aria aperta o vuole portare i bambini a fare un giro in bici senza il pericolo di essere arrotati da qualche automobilista indisciplinato. Va anche detto che Largo Francesco Vecchio è un luogo di raccolta in caso di sisma e che va tenuto sempre nelle condizioni di essere liberato in tempi brevissimi. Il terremoto di S. Stefano è avvenuto alle 3:18 della notte e largo Vecchio in pochi minuti si è riempito di uomini, famiglie, mezzi di soccorso e automobili che provenivano da ogni parte della città, proviamo ad immaginare una scossa sismica alle 10 di un sabato mattina e comprendiamo bene che a largo Vecchio si scatenerebbe un casino mai visto prima.

Tutelare i pochi spazi rimasti per stare lontano dalle auto e poter correre e giocare è un imperativo che tutti i Comuni conoscono bene e concretizzano con misure a sostegno della vivibilità ma da noi, nella terra delle mezze porzioni, non si ha il coraggio si spostare veramente la fiera al centro e si cercano soluzioni che sono esattamente l’opposto del concetto di spazi liberi e vivibilità.

Ricordano e onorando sempre la figura del nostro concittadino Vecchio continuiamo a sperare che l’amministrazione Alì compia una scelta concreta e chiara senza continuare nella strada di una ambiguità di atti che sono antitetiche al benessere.

Dopo l’apertura di piazza Duomo al traffico veicolare privato, dopo l’inutile zona 30, dopo il declino e l’agonia infinita della villa Belvedere adesso, per un giorno la settimana, si vogliono espropriare i cittadini dell’unico spazio all’aria aperta lontano dalle auto in transito.

(mAd) #fancity