La Ghiaia Poteva non Esserci, Villa Belvedere una Storia Acese

La recente riapertura della villa Belvedere da parte dell’Amministrazione Alì, ci costringe a confrontarci nuovamente con il “dolore” per la scomparsa prematura del giardino di Città, avvenuta ormai da oltre dieci anni, dolore ancora non completamente elaborato dagli acesi.

Il Sindaco Alì non poteva esimersi dalla tradizione ormai acclarata delle ultime tre amministrazioni pubbliche, di aprire e chiudere la villa Belvedere, cerimonia che dopo due campagne elettorali sul tema, assume sempre connotazioni più sobrie e disimpegnate.

Cosa è stato fatto e cosa non è stato fatto .

Anche la villa Belvedere ,come quasi ogni giardino costituito da piante vere, richiede manutenzione. Pertanto se non fai nulla per anni, può capitare che le piante crescano a dismisura, che la ghiaia che ci accompagna dal 2014 si disperda e che gli atti vandalici a cui anni di abbandono hanno relegato il ” lato oscuro”, costringano ad un intervento energico e meccanizzato, con la necessaria chiusura e l’immancabile riapertura.

Con relativa certezza possiamo prevedere che in assenza di alcuna manutenzione e sorveglianza , nei prossimi mesi le piante cresceranno, la ghiaia verrà dilavata ed occorrerà una nuova operazione straordinaria, propedeutica ad una nuova chiusura e riapertura. Se invece la manutenzione sarà regolare ed il custode trascorrerà meno tempo sui social di quello dedicato alla sorveglianza, forse, avremmo la possibilità che il principale parco urbano di una città di 50.000 abitanti, resti aperto senza soluzione di continuità, come in una città normale.

Finalmente è stato abbattuto il confine tra la villa Nord e la villa Sud, rimossa la lunga teoria di recinzioni, talvolta a noleggio, che da anni divideva il parco in due zone, una accessibile e l’altra accessibile ma senza responsabilità. E’ stata liberata l’altalena, incatenata da anni, simbolo inoppugnabile del disprezzo che la città riserva ai suoi cittadini più piccoli, condannati a vagare su distese di cemento o a contendersi piccoli spazi verdi coabitati da animali a quattro zampe.

E poi è stata rimpinguata la ghiaia!!!

Si la ghiaia, la protagonista indiscussa delle ultime due campagne elettorali, l’elemento che ha generato aspre contese politiche a cui vari Sindaci hanno dichiarato guerra con profusione di carte bollate, Avvocati, Giudici e consulenti di ogni tipo, ma che resta sempre al suo posto, unica vincitrice di anni di lotte intestine e trasversali a qualunque maggioranza, sfondo di innumerevoli servizi propagandistici, televisivi e social media.

Ebbene si, la ghiaia non è stata rimossa ma anzi aumentata, ripristinata nei punti dove scarseggiava, ufficialmente per rendere più sicura la pubblica fruizione, in realtà perché non sia ha la minima idea di come sbarazzarsi per sempre di questa ingombrante eredità di soprintendenti poco attenti a quello che scrivono e molto meno a quello che leggono.

La ghiaia è stata addirittura acquistata con urgenza, senza passare dal Mepa come si fa ad Acireale anche per la carta delle fotocopie, ma l’esigenza di riaprire per le feste natalizie era ormai sfociata nell’ansia da prestazione di una Giunta che sui lavori pubblici incompresi avrebbe dovrebbe attivare una moratoria e che invece impiega altri 5000€ da aggiungere agli 8.000.000 che, evidentemente non sono stati sufficienti.

Eppure quella ghiaia, che a differenza del terreno vegetale non è costipabile, non sembra migliorare la fruibilità della villa, ad eccezione di alcuni appassionati di mountain bike che provano i percorsi in single track. Sembra esattamente quello che tre Sindaci ci ripetono da 5 anni senza essere ascoltati e senza ascoltarsi, sembra una grande, immensa barriera architettonica che impedisce di muovere un passeggino o una carrozzina, relegando i bambini con le rotelle al solo viale centrale e lasciando il resto dei percorsi solo a ciclisti esperti ed amanti del trekking.

Ma siamo certi che, come già preannunciato, i lavori continueranno anche perché la nuova ghiaia è pronta per essere dilavata dalle piogge d’inverno per essere poi rimpinguata in una nuova, straordinaria chiusura di manutenzione, magari per Pasqua.

Fabio D’Agata