La Grande Guerra tra poesia e massacri…

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La scorsa domenica pomeriggio su iniziativa del Circolo Culturale “La Barricata” all’Angolo di paradiso presso la sala Pinella Musmeci, si è parlato di Grande Guerra, Interventismo, Futurismo…. questa la presentazione diffusa dal Circolo:

“Lo spettacolo nasce in occasione dei cento anni dall’inizio della Prima Guerra mondiale. Una tragedia, come tutte le guerre, ma anche fine del processo risorgimentale di creazione dell’Italia.
Attraverso poesie, articoli di giornale, citazioni, brani e immagini dell’epoca viene raccontato il clima che ha portato alla guerra in Europa e in Italia e, una volta scoppiata, il confronto con l’orrore della trincea insieme al contrasto tra volersi salvare e voler vincere la guerra.
Oltre a brani originali di D’Annunzio e i futuristi, Ungaretti, Lussu e poi Nazario Sauro e Corridoni fra gli italiani e per gli stranieri Tolkien, Majakovskij, Junger – insieme a molti altri – ci sono, frutto di una minuziosa ricerca, brani appositamente scritti. Grande spazio viene dato agli “ultimi” cioè a chi si è trovato a malincuore al fronte per una guerra che non capisce.

Uno spettacolo che passa dal terremoto della Marsica del gennaio 1915 – che D’Annunzio definì “il primo segno”della futura primavera di guerra italiana -, per tornare indietro ai primi mesi del conflitto con la scoperta che la guerra degli assalti risorgimentali era diventata, con l’introduzione delle mitragliatrici, un’autentica mattanza – solo i francesi perdono 300.000 uomini in quattro mesi -; dai poeti volontari al fronte ai cantori della pace.
E dai motivi della neutralità al discorso di Quarto fatto da D’Annunzio fino poi al 24 maggio.
Da giovani ragazzi del ’99 all’orrore delle trincee del Carso fino alle figure eroiche che, insieme a tanti ignoti protagonisti, portarono alla vittoria del 4 novembre 1918.
Uno spettacolo storico che racconta in maniera semplice, ma poetica, una pagina della nostra storia.”

Noi abbiamo assistito: lo spettacolo è stato sicuramente interessante, malgrado trattasse di interventismo e futurismo, alla fine si è fatta emergere tutta la crudeltà della guerra, in particolare delle morti inutili nelle trincee, negli assalti per conquistare pochi metri; sulle Alpi e sulle pietraie del Carso dominava la voce della mitragliatrice grande protagonista della Prima Guerra Mondiale ed i singoli eroismi venivano ingoiati nel gorgo della carneficina.
La ricerca della fedeltà storica in modo pedissequo ha fatto si che in certi momenti fosse faticoso seguire: il giudizio complessivo è senz’altro positivo e facciamo i complimenti al neonato Circolo Culturale “La Barricata” .
(santodimauro)

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