LA MARIJUANA SALVA LE API

In tutto il mondo gli impollinatori sono in declino. Ma secondo una ricerca targata Usa, le piantagioni di cannabis fanno prosperare i preziosissimi insetti.

Ci voleva la legalizzazione per aiutare uno dei tanti insetti che, a causa della crisi climatica ma soprattutto il larghissimo uso di pesticidi e insetticidi in agricoltura, sta lentamente scomparendo. Negli ultimi cinque anni si stima siano stati persi oltre dieci milioni di alveari al mondo. Dagli Stati Uniti all’Europa, a causa dei prodotti chimici utilizzati nelle coltivazioni, si contano perdite per oltre il 40% di esemplari e anche la produzione di miele, a livello generale, è in costante declino.

Una [ricerca scientifica](https://academic.oup.com/ee/advance-article/doi/10.1093/ee/nvz141/5634339) della Cornell University ha pubblicato i risultati di uno studio in cui si evince che le api frequentano sempre di più le piantagioni di canapa di diverse aree dove la produzione di cannabis è aumentata grazie alla legalizzazione. Ricche di nutrienti, i pollini di queste piante possono fornire alle api una sorta di sollievo dopo la continua perdita di habitat legata all’uso agricolo e agli insetticidi. In particolare alle api “piace” la canapa sativa, varietà che per i ricercatori della Cornell è stata in grado di aiutare e attirare “16 diverse specie”.

A richiamare le api è il polline delle piantagioni di canapa, ricco e abbondante, che sostituisce per gli insetti la carenza floreale che si sta verificando nelle zone agricole soprattutto a fine estate. Un polline, quello della cannabis, molto apprezzato dalle api.

Inoltre, secondo i biologi, le piante di cannabis potrebbero rivelarsi come preziosa risorsa nutrizionale per le api, tanto che – affermano i ricercatori – “i coltivatori, i gestori del territorio e i responsabili politici dovrebbero considerare il suo valore nel sostenere le comunità di api e tener conto della sua attrattiva per le api nello sviluppo di strategie di gestione degli infestanti”.

Cresce la preoccupazione per il declino soprattutto delle api e degli impollinatori ed in tutto il mondo si cercano soluzioni per aiutare concretamente questi animali. Il vero problema è legato all’uso di pesticidi e insetticidi.

Per questo, ha annunciato recentemente Slow Food, è necessaria una battaglia per un cambiamento. “Slow Food – scrive l’associazione in una nota – si unisce a una campagna europea per il divieto dei pesticidi, la trasformazione dell’agricoltura, la tutela delle api e la conservazione della natura. L’obiettivo è riuscire a raccogliere un milione di firme entro settembre 2020, di modo che la Commissione e il Parlamento europei siano obbligati a legiferare sul tema della campagna tenendone in considerazione i princìpi”. Per l’associazione è necessario un cambio di rotta in agricoltura mettendo al bando i pesticidi dannosi in modo da evitare “la distruzione di biodiversità che è legata a doppio filo alla crisi delle api”.

Luigi Pennisi