LA PANDEMIA DELLE DONNE E MAMME ITALIANE

Il 2020 della è stato un anno difficilissimo per le mamme italiane, che hanno dovuto sbrogliare la matassa tra lavoro e i figli minori rimasti a casa visto che non hanno potuto usufruire del supporto di asili nido e scuole materne. Nel 2020 sono state 249 mila le donne che hanno perso il lavoro e ben 96 mila erano mamme; di queste 4 su 5 hanno figli con meno di 5 anni.
Si tratta di madri che a causa della esigenza di seguire i figli più piccoli, hanno dovuto rinunciare al lavoro o ne sono state escluse. Quasi la totalità di esse, erano già occupate part-time prima della pandemia. Il triste fenomeno è molto più accentuato al Sud con Campania e Calabria agli ultimi posti, mentre la situazione va meglio al nord, dove al vertice, ci sono le Province Autonome di Bolzano e Trento, seguite quest’anno dalla Valle d’Aosta.
Questo è quanto è emerso dal sesto rapporto “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2021” che Save The Children lancia alla vigilia della Festa della mamma descrivendone la condizione durante la pandemia.
L’Italia detiene il primato delle madri più anziane d’Europa alla nascita del primo figlio (31,3 anni contro una media di mamme in EU di 29,4), e un tasso di natalità che durante la pandemia ha registrato un decremento del 3,8%, pari a circa 16 mila nati in meno, rispetto all’anno precedente.
In presenza di un quadro tanto drammatico, Save The Children invoca urgenti politiche per l’infanzia, in particolare chiede al mondo politico di “mettere subito in atto misure in grado di creare un sistema integrato da zero a sei anni, che offra un servizio di qualità e gratuito in cui i bambini abbiano la possibilità di apprendere e di vivere contesti educativi necessari al loro sviluppo”.

Luigi Pennisi