La Revisione del PRG di Acireale. Una visione di Basso Rango

Un anno fa di questi tempi, su Fancity Acireale scrivevamo di Carnevale e del rischio che le scelte della nuova Fondazione voluta dal Sindaco Ali, mettessero a rischio la sostenibilità della manifestazione.
Lo avevamo fatto ben prima che un attento Consigliere di opposizione esprimesse i dubbi sulla scientificità del previsionale, basato su manifestazioni completamente diverse e scenari incompatibili con il Carnevale acese.
Lo pensavano in molti in città, ma noi lo abbiamo scritto nero su bianco e per questo siamo stati additati come dei detrattori del Carnevale, odiatori seriali, polemisti, peones, ecc.
Chi critica il Carnevale odia la città ” scrivevano i sostenitori del nuovo corso, ma noi , tra l’insofferenza dei sostenitori della maggioranza e l’indifferenza della moltitudine dei cittadini di questa città delle “obbedienze”, tirammo dritto contestando con dovizia di fonti la sostenibilità economica dell’edizione targata Fazzio/Alì e soprattutto, la sperequazione etica delle scelte economiche, che vedevano gli artisti guadagnare cifre pari al triplo dei carristi, che invece del Carnevale erano, e sono, l’anima.

Poi vennero i conti, quelli veri, e tutti in coro come in un 26 Luglio del 1943, additarono la fine “dell’altra storia”, chiedendo le dimissioni del Cda della Fondazione.

E proprio coloro che li avevano messi lì a guidare la più grossa azienda della Città per contributo pubblico, furono i primi a criticare e scaricare il vecchio cda .

Il Consiglio, luogo di Democrazia in cui tutto dovrebbe iniziare e finire, riceve una rapida arringa del Sindaco che scarica le responsabilità sul presidente della Fondazione ed annuncia un esposto alla Corte dei Conti ed un nuovo Cda per il Carnevale, il resto è storia nota.

Oggi sempre animati dalla passione per l’informazione scevra da strumentalizzazioni politiche di sorta, ci apprestiamo a parlare di Piano Regolatore e della sua revisione, abbiamo documentato insieme a tanti liberi cittadini, liberi e competenti, l’apparente duplicazione della Convenzione stipulata con l’Università, i suoi costi ed i tanti dubbi al riguardo.

Lo facciamo dopo che le scelte in tema di mobilità di questa Giunta ci hanno lasciato un PGTU modificato con una zona 30 in centro storico, la soppressione di parte del trasporto pubblico del centro urbano a vantaggio di quello privato, una ciclabilità improbabile e tante altre anomalie che sono sotto gli occhi di tutti e che noi abbiamo criticato in maniera costruttiva e con gli strumenti propri della Democrazia e della libera informazione.

Non abbiamo invocato la contestazione diretta, come altri soggetti pare abbiano fatto ricevendo pieno ristoro, non abbiamo spento le luci su niente ma anzi le abbiamo accese con decine di articoli e con un incontro pubblico aperto alla città, in cui l’amministrazione ha risposto con un semplice:” stiamo pianificando”

Oggi che parliamo di una convenzione che sostituisce quella precedente che costava un quarto, che ci chiediamo che fine abbia fatto il lavoro sul centro storico dell’Ing. Gravagno e del suo gruppo, l’amministrazione ci risponde dicendo che abbaiamo come cani solitari.

Noi saremo pure di “basso rango” e forse abbaiamo alla luna, ma lo facciamo con rigore e documentando le fonti. Abbiamo contattato l’università di Catania per sapere cosa pensa di una convenzione da 100.000€ che a noi appare come un incarico professionale piuttosto che un progetto di ricerca, a breve scriveremo al riguardo e sentiremo il loro punto di vista in materia.

Siamo contro il PRG come eravamo contro il Carnevale?

Riteniamo di no, e riteniamo che la revisione del PRG debba partire dalla conoscenza del territorio innanzi tutto e dalla prospettiva che vogliamo dare a questa città.

Non capiamo come si possa revisionare un PRG di una zona altamente sismica senza prima avere i dati delle microzonazioni di dettaglio, non capiamo come si integri la gestione delle coste senza la definizione delle aree vincolate del PAI e senza un Piano di utilizzo del Demanio marittimo presentato ed approvato, non capiamo come si possa parlare di mobilità interna se il Pgtu non è adottato e non capiamo come si definiscano le aree agricole tutelate se lo stesso Comune ha presentato ricorso al Tar sul piano paesaggistico che è prevalente sul PRG.

Forse non capiamo niente, ma lo scriviamo forte e chiaro

Fabio D’Agata