La Riserva Dis-orientata della Timpa di Acireale

Ieri, un comunicato del circolo di Legambiente Acireale che riportiamo integralmente e che informava sulla chiusura di un accesso al lato sud della riserva da parte di un privato, ha riacceso il dibattito mediatico sulle gravissime inadempienze delle Istituzioni regionali nella gestione della riserva naturale della timpa di Acireale.

Il comunicato di Legambiente :”

Il circolo Legambiente Acireale stamane recatosi per un sopralluogo in contrada Gazzena, ingresso via dei Maceratoi, ha constatato un’istallazione privata che fa presupporre all’ intenzione di limitare l’accesso con un cancello alla Riserva Naturale Orientata La Timpa. Con disappunto abbiamo cercato riscontri autorizzativi di tale opera senza trovarne alcuno, nemmeno l’ente gestore si è dichiarato a conoscenza. Si chiede pubblicamente a tutti gli enti preposti di accertare e vigilare su tale situazione. La Legambiente certamente non si fermerà a questo. Da decine di anni chiediamo ad alta voce l’acquisizione pubblica dell’area, di un luogo che racconta la storia del nostro territorio, di questo sito geologico-naturalistico di immenso pregio. Siamo davvero stanchi di amministrazioni comunali e politici di turno che fanno promesse mai mantenute. Siamo stanchi di vedere sporcato, infangato e svilito questo luogo. Se la nostra Riserva non sarà più fruibile sarà solo responsabilità vostra e di nessun altro. Noi da parte nostra prenderemo tutte le iniziative possibili per tutelare la fruibilità della Riserva.

A stretto giro la risposta del proprietario del terreno

_______
Carissimi tutti amici miei, io sono il “furbetto” della situazione che da anni combatte contro tutti coloro i quali deturpano la Gazzena (quantomeno la parte di mia proprietà). Ad oggi non ho avuto alcun sostegno, ma solo accuse varie e denunce

Invero nessuno mi ha mai aiutato ad evitare che dei “veri furbetti” distruggessero tutte le saie che rappresentano opere di antica ingegneria idraulica, per farne dei semplici caminetti e forni con i mattoni rubati. Nessuno di Voi mi ha aiutato a mandare via chi con apposite reti catturava uccelli per poi venderli al mercato. Etc. Etc. Pur non di meno ho tranquillamente fatto transitare sempre tutti perchè lo ho ritenuto giusto. Spesso ci siamo incontrati e salutati (senza che nessuno sapesse chi io fossi) ma non vi ho mai sbattuto fuori dalla mia proprietà.

Mi sembra evidente che anche oggi avete avuto la “giusta”possibilità di accedere nel mio terreno. Grazie al mio lavoro, non ho grandissimo tempo a disposizione, quindi, mi disturberebbe alquanto perdere inutile tempo in discussioni prive di senso. Il dato di fatto è uno. Io sono il proprietario, ecologista ed amante della natura. Voi siete ospiti. Piuttosto che andare in delirio per una opera che ha ricevuto autorizzazione già da tempo, e che mira anche a preservare la natura, sarebbe più logico e costruttivo chiedermi la possibilità di usufruirne ed aiutarmi a mantenere la Gazzena pulita allontanando i ladri ed i vandali che stanno compiendo uno scempio. Mi sarei aspettato un comportamento differente. Cari saluti a tutti.

Successivamente alla notizia della prossima chiusura dell’ingresso Sud, i dirigenti di Legambiente Acireale ed il proprietario dei terreni fanno prevalere il buonsenso e sembra, che il proprietario lascera un passaggio pedonale a disposizione dei fruitori della riserva.

Perche’ si arriva al paradosso per cui un privato, munito di regolari autorizzazioni e dotato di ottime ragioni, decide di chiudere la fruizione di una riserva, scatenando le legittime proteste degli ambientalisti?

Per capirlo occorre fare un passo indietro, la riserva non c’era ancora ed a Catania comandavano quelli che Pippo Fava dal suo giornale definiva ” I cavalieri dell’apocalisse mafiosa “, la speculazione edilizia ingoiava intere porzioni di costa siciliana, alimentata dalla corruzione di una classe politica incapace di progettare un futuro sostenibile e quasi del tutto asservita agli interessi dei grandi gruppi industriali e dei palazzinari.

Acireale non ne era immune e gli interessi economici avevano gia’ cambiato l’aspetto della frazione di Capomulini e dei territori a sud per procedere ad ingoiare l’area denominata Gazzena, precedentemente acquistata dai piccoli proprietari terrieri in parte minacciati dalla criminalita’ organizzata, come avvenne a Marina di Melilli ed in tante altre realta’ rurali, sulle quali gli interessi speculativi e la connivenza delle amministrazioni politiche avevano un unico obiettivo, estrarre denaro dal territorio a qualunque costo.

Scrive Felice Saporita dell’Accademia Zelantea :

…” Era il 1980, l’anno in cui si svolge l’operazione lampo pericolosissima per il territorio cittadino: a marzo. i proprietari del terreno agricolo sito in localita “Gazzena” vendono i 38 ettari ad un cavaliere del lavoro catanese, Gaetano Graci;

in aprile un commissario ad acta, nominato dall’ assessore regionale Fasino, approva 39 elaborati relativi al P.r.g. tra i quali quello del terreno “Gazzena”, che cosl viene destinato a sviluppo turistico e residenziale.
Nel maggio della stesso anno, il segretario del partito comunista acese, dott. Benito Cerra, presenta un esposto alIa magistratura, con il conseguente blocco del progetto e la conoscenza di pubblico dominio dell’intera vergognosa vicenda .
Scrive fra l’ altro Cerra:
“… La compravendita di questo terreno e’ un affare di proporzioni colossali: se dovesse essere approvato il progetto di P.R.G. con la delibera del Commissario ad Acta, date Ie previsioni urbanistiche in esso contenute, il valore del terreno acquistato ora per il prezzo di £. 1.650.000.000 aumenterebbe automaticamente di circa otto volte ed arriverebbe alia cifra di £. 13 miliardi circa. Realizzando poi Ie previsioni urbanistiche, alberghi. villini, il porto turistico, nell’intera zona si potrebbe esercitare un ‘attivita’ edilizia speculativa con guadagni calcolabili nell’ordine di diverse decine di Miliardi…
Si giunge al 18 aprile 1981: mentre l’Assemblea regionale sta per chiudere i battenti per scadenza del mandato (Ie elezioni si sarebbero svolte il 21 maggio), sono in corso in aula Ie ultime battute sulla discussione della legge “Norme per l’istituzione nella Regione Siciliana di parchi e riserve naturali”, Le riserve previste nella
provincia di Catania sono quelle “‘Tre Arie” (Monti Nebrodi), Oasi del Simeto, Fiume Fiumefreddo.

Rino Nicolosi, con eccezionale tempismo, reperisce tre deputati, che necessariamente devono sottoscrivere, e presenta un emendamento aggiuntivo all’art. 30, al 6° comma : dopo la parola ‘Calatabiano’ aggiungere ‘La Timpa’, comune di Acireale” firmato Rosario Nicolosi, Sciangula, Nicoletti.
Cosi’ con la legge regionale 6 maggio 1981 n° 98, legge quadro generale, viene prevista la costituzione della Riserva naturale “La Timpa”.
Nel 1993 Ia doccia fredda: il TAR annulla il decreto che ha istituito la Riserva e si ricade nel nulla di fatto.

Nel 1995, alle grida di allarme del Lions, Legambiente e WWF, l’assessore Saraceno risponde con un decreto che impone un “vincolo di immodificabilita’ temporanea della zona denominata Gazzena del Comune di Acireale” .

Finalmente il 23 aprile 1999 – dopo aver rispettato tntte Ie procedure previste, I’assessore al Territorio e ambiente Lo Giudice firma un nuovo decreto con cui costituisce Ia Riserva naturale orientata “La Timpa”, affidandone la gestione all’Azienda Foreste demaniali della Regione Siciliana e approvando il regolamento delle modalita d’uso , Importante novita e’ l’inclusione all’interno della Riserva dell’area “Gazzena-Calanna”, con destinazione a zona B di pre-riserva.”

Questa la storia di chi ci ha preceduto, poi e’ una lunga teoria di tentativi di acquisizione del territorio della Gazzena da parte del Comune di Acireale sotto la guida dell’Avv. Garozzo, tentativi osteggiati da piu’ parti e falliti con l’asta pubblica aggiudicata alla Dras Costruzioni di Catania, attualmente proprietaria della Gazzena.

Da allora il Comune, sotto varie amministrazioni, non e’ mai riuscito a varare il piano di utilizzo della riserva, documento indispensabile per lo sviluppo turistico di tutta la riserva e della Gazzena, un tentativo fu intrapreso dalla giunta Barbagallo e poi interrotto per la fine della sindacatura e mai piu’ rinnovato.

Oggi la Gazzena e’ fondamentalmente in mano al pascolo abusivo ed all’incuria, tra i tentativi dei privati di riappropriarsi delle loro legittime proprieta’, vincolate da una politica che impone divieti senza aggiungere nulla di significativo per lo sviluppo del territorio.

Fabio D’Agata