La Sala Pinella Musmeci è Guarita

Era il mese di luglio del 2018 ed il Sindaco appena insediato, chiudeva per inagibilità numerosi edifici pubblici ad Acireale, tra cui la sala Pinella Musmeci, unico luogo di aggregazione per attività culturali dotato delle minime attrezzature tecniche che una città di 50.000 abitanti dovrebbe avere di diritto.

La Sala ricavata nei locali dell’ex angolo di paradiso è dedicata alla Prof. Pinella Musmeci, scomparsa alcuni anni fa.   La Professoressa docente di Italiano e Latino, giornalista ,  pubblicista, scrittrice, saggista e poetessa e profonda conoscitrice della storia e delle tradizioni della Citta’ , Socio Corrispondente dell’ Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale.

La ristrutturazione dell’ex angolo di Paradiso rientra nei lavori di “riqualificazione” della Villa Belvedere, appaltati dalla giunta Garozzo per un importo di circa 4.000.000€, e mirava a realizzare un “incubatore della creatività” con annessi spazi per conferenze, attività culturali ed un anfiteatro all’aperto.

Il progetto, a mio inutile parere, ricorda più un acceleratore lineare di particelle subatomiche e poco s’integra con il contesto monumentale della villa Belvedere e degli edifici limitrofi, scopiazzando un poco L’Esprit Nouveau” di Le Corbusier, grande architetto francese che negli anni venti del secolo scorso, sperimentava le enormi potenzialità offerte dal calcestruzzo, materiale nuovo e sorprendente che permetteva di aggiungere volumi geometrici creando edifici dalle forme avveniristiche e moderne; nel 1920.

Ma torniamo alla sala Pinella Musmeci, nel luglio 2018 il Sindaco, proseguendo l’opera avviata dal Commissario Scalia, la chiude ufficialmente perchè a fine lavori non erano state richieste le certificazioni, è un mese dedicato ai controlli e sotto la scure dell’inagibilità cadono oltre la sala Musmeci anche il campo sportivo Comunale, il Pattinodromo del Tupparello ed altri locali pubblici a cui recentemente si aggiunge il Pala Tupparello per motivazioni legate all’impossibilità di eseguire i lavori necessari.

Il sindaco Stefano Alì allora dichiarava : “Molte attività sono state trascurate e oggi ci ritroviamo in questa situazione.
Abbiamo la Sala Pinella Musmeci che in questo momento non è agibile e non viene concesso l’uso, perchè al termine dei lavori non sono state richieste tutte le certificazioni occorrenti per attestarne l’agibilità e questo amministrativamente la rende inagibile.

Infatti la particolarità di questa inagibilità della sala che la precedente amministrazione aveva utilizzato fino a pochi mesi prima, sta tutta “nelle carte”, ovvero non si tratta di eseguire lavori di adeguamento sismico come in metà delle scuole acesi, né di adeguare gli impianti elettrici alle norme attuali come in buona parte degli edifici pubblici della città, ma si tratta di ottenere la certificazione di agibilità, documento rilasciato dal Comune stesso che a fronte delle certificazioni delle opere eseguite, degli impianti e degli arredi, consente la pubblica fruizione.

Non mi sento di sostenere che l’agibilità amministrativa sia un documento irrilevante per un ente pubblico, le cosiddette “carte” servono principalmente nella malaugurata ipotesi che avvenga un disastro accidentale, quale un incendio o un sisma, in cui qualcuno potrebbe riportare dei danni e l’assenza di agibilità comporterebbe probabili imputazioni penali per il dirigente e per il Sindaco.

Però occorre anche valutare la probabilità che un evento accada e l’opportunità politica di applicare una soluzione così drastica come la chiusura per agibilità incompleta.

Se ragionassimo per assurdo, applicando le stesse disposizioni adottate per la sala Pinella Musmeci a tutti gli edifici pubblici acesi, probabilmente lunedì mattina il palazzo di città lo trovereste chiuso, molti bambini resterebbero a casa anche senza allerta meteo e parecchi uffici avrebbero le porte chiuse con un cartello che dice:” chiuso per assenza di collaudo”.

Amministrare è maledettamente difficile e pensare di risolvere tutto applicando le norme, anche se sembra un paradosso, è impossibile.

Non vogliamo nemmeno credere che la presenza in transito del Ministro degli esteri, abbia accelerato la “guarigione” della sala, un po’ come i Re taumaturghi, che nella Francia medievale, curavano i sudditi con il tocco delle mani .

Comunque ora la sala è aperta, grazie Luigi!

Fabio D’Agata