La scrittrice Tea Ranno presenta ad Acireale il suo ultimo romanzo ” L’Amurusanza”

Intenso incontro sabato pomeriggio ad Acireale, nella libreria Book Store Mondadori, con la scrittrice Tea Ranno accompagnata dalla giornalista e scrittrice Rita Caramma. Quest’ultima stavolta nelle vesti di relatrice della serata, con immensa bravura è riuscita a dare vita ai vari personaggi tramite la lettura di alcuni passaggi del romanzo immedesimandosi profondamente nell’anima di ognuno di loro. Alla fine, senza fatica alcuna, ne ha intrepratato vita, desideri, sofferenze e passioni.

– Parole di grande stima da parte della scrittrice Rita Caramma verso la collega Ranno: “Tea non la definirei solo una semplice scrittrice – sottolinea – ma una donna che porta le problematiche che riguardano la nostra attualità fuori dalla nostra terra, mettendo in risalto la situazione delle donne.Il suo ultimo lavoro letterario “L’amurusanza” è un libro che parla di donne ma indirizzato anche agli uomini. Un libro di crescita, riflessione e denuncia.”

All’interno non mancano gioia e tanta ironia. Ne “L’amurusanza” viene fuori tutta la sicilianità della scrittrice, che utilizza espressioni dialettali a noi tanto care così da rendere più veri i concetti, quasi a farli sentire più familiari a noi lettori.- Come ci spiega la stessa autrice: “L’amurusanza sono quei piccoli gesti che dimostrano l’amore, che non te lo dicono ma che te lo fanno sentire; gesti di tenerezza, di attenzione. Amurusanza è una parola antica che mi fa sempre ricordare una zia di mia nonna, sua coetanea, che non aveva figli e veniva sempre a casa mia a trovarci e non mancava mai di portarci una “amurusanza”, che poteva essere un dolce o qualsiasi cosa che rappresentasse un gesto gentile e quando mia nonna le diceva che non avrebbe dovuto disturbarsi, la zia rispondeva sempre: “che vuoi che sia, è una piccola amurusanza”.Tutti noi abbiamo bisogno di amurusanza perchè è quella parte di bene che è in ognuno di noi e se solo volessimo, mettere insieme le nostre parti buone e il meglio di ognuno si potrebbe veramente arrivare a cambiare le sorti di una comunità.”

L’Amurusanza è un libro di fortissimo impegno sociale e politico, ambientato nel paese di Melilli che spesso diventa teatro di tutte le storie dell’autrice, circa cinquemila anime, tutti si conosco, ognuno conosce i fatti dell’altro, tutti si chiamano per nome. Nella grande piazza, da un lato una tabaccheria che lavora benissimo, il tabaccaio di nome Costanzo, è un rosso, un comunista che è l’espressione della persona perbene che attraverso la cultura vuole cambiare il mondo. Dall’altro lato della piazza si trova il Municipio, con il suo sindaco fascista che governa solo per il dio denaro e per il potere che lo rende forte agli occhi dell’intera comunità. Purtroppo il suo obiettivo era diventato da tempo la tabaccheria di Costanzo che voleva colpire a tutti i costi. L’attività andava benissimo ed era frequentata da tutti i cittadini del paese. L’avversione verso il tabacchere derivava dal temere quest’uomo perchè la gente che legge, la gente che pensa, la gente colta non è manovrabile e si oppone a livello di pensiero. Inoltre la sua avversione aumentava dal momento in cui Costanzo non aveva mai avuto favori da chiedergli. Questi stizzito dal successo del commerciante cercherà di colpirlo nel suo punto debole: un appezzamento di terra che Costanzo aveva ricevuto in eredità dal nonno la “Saracina” che con tanta cura, amore e dedizione aveva trasformato nel tempo in un un piccolo paradiso terrestre. Il sindaco farà di tutto, usando il potere, per espropiarglielo e farlo diventare una discarica. Costanzo, dal troppo dispiacere muore, ma succederà che, al momento del funerale di Costanzo, sua moglie Agata che è una delle più belle e desiderate donne del paese, durante il corteo funebre si ferma, guarda il sindaco e sputa con estremo disprezzo sulla soglia del partito davanti ad un sindaco esterefatto ma che lei disprezza con tutta se stessa. Da quel momento inizia la sua guerra contro il potere. Un affronto del genere il sindaco non avrebbe mai potuto sopportarlo e da subito ordina ai suoi scagnozzi di togliere alla donna la tabaccheria, la terra del marito e che le venga tolto tutto “pi schifiarla”. Purtroppo per il sindaco però, intorno alla tabacchera si creerà una sorta di armata brancaleone che ridendo e scherzando darà inzio ad un nuovo cambiamento agendo legalmente contro il potere corrotto. Agata non ha più intenzione di subire ne di stare a guardare ed ecco che intorno a lei all’improvviso si ritrova tanti alleati. Personaggi che s’intrecciano amabilmente in un crescendo narrativo e che durante lo sfogliare delle pagine impareremo a conoscere e ad amare follemente. Sono anime pure, anime rosse i personaggi che l’aiuteranno a cambiare questo sistema corrotto. Lo faranno con la poesia, con la cultura, con la passione, con piccoli gesti di gentilezza, con il buon cibo e con tanta “amurusanza”.

Questo libro è una storia d’amore, un cammino in cui conosceremo la bellezza, dove incontreremo la solitudine, la passione, quella che travolge e che stravolge. E, ancora, avremo modo anche di capire meglio il significato della parola desiderio. Incontreremo poi la determinazione e il rispetto verso il prossimo e verso le fragilità umane. Un libro che esorta al cambiamento, che nasce dalla lotta e la condivisione di un bene comune. L’Amurusanza è un inno alla vita, all’onestà ed è un netto rifiuto verso un sistema politico corrotto in cui gente senza scrupoli approfitta del potere per compiere e portare a termine malaffari.

L’amurusanza è dunque un libro di ribellione ma anche di speranza.
Agata inizia cosi la sua lotta insieme ai suoi amici che le staranno sempre accanto e insieme tutto sarà possibile. Le violenze e i sopprusi si potranno combattere con fierezza, gli amori si potranno dichiarare senza timore, le passioni si potranno portare avanti con consapevolezza e con orgoglio, l’anima si libererà di tutti i muri. Tutto grazie all’amurusanza che, quando ci invade il cuore e l’anima, ci guida e ci porta ad incontrare solo il bello della vita.

-Tea Ranno, scrittrice di elevato spessore culturale e umano, nata a Melilli, in provincia di Siracusa, nel 1963, dal 1995 vive e lavora a Roma. Laureata in giurisprudenza, è arrivata finalista al Premio Calvino nel 2005 con il romanzo Cenere, pubblicato dalle edizioni e/o nel 2006. Sempre con Cenere, è arrivata finalista al Premio Berto, aggiudicandosi il Premio Chianti nel 2008. Nel 2012 ha pubblicato il romanzo La sposa Vermiglia, vincitore del premio Domenico Rea. Le sue storie sono incentrate su figure femminili vere o romanzate. Le opere della scrittrice Tea Ranno: per edizioni e/o ha publicato nel 2006 “Cenere” (finalista ai premi Calvino e Berto, vincitore del premio Chianti) e “In una lingua che non so più dire” nel 2007. Ancora nel 2012 pubblica per Mondadori “La sposa vermiglia” e nel 2014 ” Viola Foscari”. Nel 2018 per Frassinelli pubblica “Sentimi” fino ad arrivare ad oggi ancora per Mondadori pubblica “L’Amurusanza”. Tea Ranno scrive anche, letterature per l’infanzia e nel 2018 pubblica per Armando Curcio Editore “Le ore della contentezza” con illustrazioni di Lorenzo Santinelli.

Un pomeriggio d’autunno, in una importante libreria di Acireale, tutti i presenti siamo rimasti uniti per quasi due ore in un unico caldo abbraccio perchè invasi nel cuore e nell’anima da tanta Amurusanza.

Graziella Tomarchio