La Sicilia in fondo alla classifica. Poveri, disoccupati e baby pensionati.

 

poveri sicilia(foto repertorio web)

I dati ISTAT per il meridione, Sicilia compresa, sono drammatici. Nel 2014 i disoccupati in Sicilia sono stati per i maschi 20,46% e per le donne il 22,48% a questa drammatica percentuale va aggiunta la quota di tanti altri siciliani che non risultano iscritti nelle liste. Le persone in cerca di occupazione nel 2014 sono stati 212.877. L’istituto di ricerca ha anche chiesto ai siciliani se le loro condizioni economiche sono migliorate e peggiorate rispetto all’anno precedente. Le risposte sono anch’esse tragiche. Il 44,2% risponde “invariata”, il 35,3% un poco peggiorata, il 16,9% molto peggiorata e il 3% afferma che la sua condizione economica è migliorata.

Le famiglie che arrivano a fine mese con grande difficoltà sono il 53,9% ed è un dato del 2008, altri dati su questo indicatore non sono presenti.

Precarietà. Nella classifica regionale dei precari occupati negli uffici dei Comuni, la prima – in termini di contratti precari in cifra assoluta che lavorano nei vari comuni della Regione – è la Sicilia con 13.676 persone non regolarizzate. Negli enti pubblici di ricerca lavorano oltre 12.000 precari. Anche in questo caso il numero è straordinario se rapportato ai lavoratori dipendenti del comparto che sono circa 18.000. La precarietà ormai è assolutamente radicata nella nostra regione, una condizione che produce effetti devastanti sulla qualità della vita e non permette alcun progetto di media e lunga scadenza per i lavoratori precari che trovano chiuse le porte del credito.

Il “lavoro” in Sicilia inoltre deve fare i conti con altre “deviazioni” come: lavoro irregolare, non istituzionale, lavoro nero, occupati non dichiarati. In Sicilia il lavoro nero, non dichiarato si compone di un “esercito” di quasi 300.000 lavoratori. Lavoro sommerso che non garantisce alcuna tutela al lavoratore, senza contratto, senza versamenti previdenziali e che produce un’evasione fiscale quantificata in 4 miliardi di euro. A questi dati dobbiamo sommare quelli del lavoro nero nel comparto agricoltura. Sono cifre impressionanti.

Per chiudere con amarezza ecco che scopriamo che in Sicilia grazie ad una legge regionale (presidente Cuffaro) si moltiplicano i “baby pensionati”. Nel 2012 la Regione Sicilia ha prodotto altri 365 “baby pensionati” con un assegno mensile medio di quasi 7 mila euro, ovviamente tutto a spese dei contribuenti.