La Solidarietà, le Regole e la Politica

Qualche giorno fa sul nostro gruppo compariva un post in merito al tradizionale pranzo per i poveri che si svolge da molti anni presso la mensa della Comunità di San Camillo in Acireale. In tale post oltre agli inviti alla cittadinanza a partecipare alla solidarietà per la realizzazione del pranzo di Natale, compariva la seguente frase :” Quest’anno per la prima volta nella storia l’amministrazione comunale non ha destinato un centesimo per il Natale dai Camilliani“.

Dopo pochi minuti il dibattito tra coloro che smentivano categoricamente tale affermazione e coloro che la confermavano, raggiungeva toni insoliti per un topic di solidarietà sociale e la stessa redazione di Fancity Acireale ed i suoi amministratori, venivano sollecitati a rettificare su quanto affermato nei commenti.

Dopo una rapida consultazione e soprattutto per il livello istituzionale delle numerose smentite che ci pervenivano, decidevamo di cancellare il post, sostituendolo con una rettifica, pur nella consapevolezza che anche l’invito alla contribuzione privata sarebbe stato rimosso, limitando le donazioni dei liberi cittadini.

Come nostra abitudine su Fancity, al fine di dare un’informazione il più possibile aderente alla realtà e scevra da speculazioni politiche che favoriscano una parte piuttosto che un’altra, mi sono documentato sulla questione, raccogliendo le versioni di varie persone informate sui fatti e di altre comunque impegnate nel sociale.

Da questo breve giro di consultazioni natalizie, ho “buttato” giù una possibile interpretazione dei fatti, che nel mio caso, non è semplice cronaca ma lettura personale e pertanto non immune da errori ed valutazioni fuorvianti.

La Comunità di San Camillo è una delle molte istituzioni benefiche che operano nella città di Acireale, appartiene all’ordine che anticamente veniva denominato dei ” Ministri degli Infermi” conosciuti in tutto il mondo come Camilliani.
L’Ordine, come stabilisce la sua Costituzione, si dedica “prima di qualsiasi cosa alla pratica delle opere di misericordia verso gli infermi” e fa sì che “l’uomo sia messo al centro dell’attenzione del mondo della salute”.

Da molti anni si occupa di accoglienza degli indigenti e dei poveri ed è oggetto di un piccolo contributo pubblico da parte delle amministrazioni comunali acesi, che inserivano il pranzo del 25 Dicembre tra le attività natalizie della Città come momento d’inclusione. Quest’anno per motivi ignoti a chi scrive, tale contributo non è pervenuto nella forma degli anni passati, ovvero con un bando pubblico rivolto ai ristoratori che poi si occupavano di coadiuvare il pranzo di beneficenza, bensì con una proposta di acquisto di carni da effettuare presso un fornitore di fiducia dell’Ordine.

Tale procedura però, si è arenata sul requisito del Durc (documento unico di regolarità contributiva) richiesto dal Comune per poter procedere alla fornitura che, a quanto riferito da un responsabile della stessa comunità, non era nella disponibilità dei fornitori interpellati.

Ovviamente, la solidarietà dei cittadini e quella della comunità dei Camilliani ha garantito ugualmente lo svolgimento del pranzo di beneficenza, ma alcune considerazioni sono necessarie.

Il Comune, in quanto ente Pubblico può fare donazioni ad enti ed associazioni religiose e socio assistenziali tramite il regolamento di cui dispone dal 30/3/2009,( un poco datato) che prevede a seguito di una richiesta dell’ente un’istruttoria di valutazione ed un eventuale contributo pari al 50% del costo sostenuto.

La procedura perseguita dalla precedente Amministrazione è sicuramente valida dal punto di vista dell’evidenza pubblica per gli esercenti che volessero partecipare al bando comunale, ma potrebbe essere discriminatoria nei confronti di altre associazioni socio assistenziali presenti sul territorio e che organizzano attività similari, tra cui ad esempio la Comunità della Madonna della Tenda, la Caritas, ecc.

La procedura seguita da questa amministrazione, per quanto è stato potuto ricostruire in assenza di atti formali, è piuttosto insolita, in quanto oltre che a considerare sempre un unico ente religioso meritevole di contributo pubblico, esclude la concorrenza tra fornitori delegando lo stesso ente a trovare un fornitore in regola con gli obblighi contributivi.

Credo che la politica in genere che in maniera trasversale si occupa di solidarietà collaborando con vari enti laici e religiosi, avrebbe solo da guadagnare dall’applicazione di regole comuni paritetiche tra le associazioni privando le varie parti in gioco della possibilità di strumentalizzare anche la solidarietà in una città dove la lottizzazione ed il clientelismo hanno già creato più problemi di quelli che hanno risolto .

Fabio D’Agata