La Timpa che Frana, La Magistratura e l’Insostenibile Leggerezza della Gestione Pubblica

Nella scrittura di cronaca, anche se mediata via social, c’è una legge non scritta, ma spesso utilizzata in modo strumentale .

Non si affrontano mai vicende che riguardano direttamente chi scrive, oggi proveremo ad aggirare anche questo luogo comune dell’informazione, affrontando l’argomento che da alcuni giorni ha scosso i vertici dell’amministrazione pubblica che si occupa della gestione del territorio, anche ad Acireale.

Mi riferisco alle perquisizioni eseguite dalla Guardia di Finanza, apparse su Meridionews a firma del giornalista Simone Olivelli, presso uffici ed abitazioni di molti funzionari del Genio Civile di Catania e di circa 15 imprese che si sono occupate di gare d’appalto ed opere pubbliche, tra cui i consolidamenti delle recenti frane che hanno interessato la via Tocco, nella Timpa di Acireale.

Sequestri a cui è seguita la rinuncia agli incarichi di importanti funzionari regionali, tra cui il dirigente del Genio Civile di Catania, recentemente nominato dal Presidente Musumeci, responsabile della pianificazione di importanti opere pubbliche in Sicilia.

Essendo stato direttamente coinvolto in subappalto, nella realizzazione delle opere di consolidamento oggetto delle contestazioni della Procura, ma non essendo indagato, posso esprimere un punto di vista qualificato e contemporaneamente distaccato.

Naturalmente le contestazioni specifiche, le eventuali prove a supporto dei sequestri e quant’altro riguarda la legittima facoltà di difesa degli indagati, non è di mio interesse. I processi si fanno in Tribunale, ma l’informazione libera ed indipendente serve sempre a spiegare i fatti e ad offrire una chiave di lettura utile per capire come si passa dalle foto con gli Assessori sorridenti e felici agli accessi notturni a casa degli indagati poi dimissionari.

Il sistema degli appalti pubblici in Sicilia, muove centinaia di milioni di euro ed è secondo solo alla spesa sanitaria per volume di spesa regionale, un settore così importante ed economicamente significativo attrae da sempre gli interessi delle componenti sane e meno sane dell’imprenditoria regionale ed espone i funzionari al rischio onnipresente della corruzione, utile per aggirare le regole o per avere importanti risparmi sull’esecuzione dei lavori.

Eppure gli strumenti normativi per limitare tale rischio esistono ma sono spesso disattesi, il più semplice consiste nel seguire scrupolosamente le indicazioni europee e dell’Autorità anti corruzione in merito ad affidamenti di appalti ed incarichi.

Senza scendere in tecnicismi, è facilmente verificabile che tutte le contestazioni di questi giorni riguardano gare con procedure di somma urgenza, che derogano dall’effettuazione di una regolare gara d’appalto e consentono, per motivi urgenti, di affidare i lavori con semplici sorteggi o con procedure ad inviti per poche ditte.

Anche in questo caso occorre precisare che tale sistema, ritenuto da molti politici altamente efficiente e veloce, prevede un altissima discrezionalità da parte dei funzionari e dei Rup (responsabile unico del procedimento).

Tutti gli amministratori pubblici vorrebbero potersi scegliere le imprese di cui si fidano ed i professionisti di loro fiducia, e lo farebbero nella maggior parte dei casi, nel rispetto del pubblico interesse, niente gare burocratiche, minori tempi per iniziare i lavori, ecc.

Questo però comporta una buona dose di discrezionalità da parte di chi sceglie, esponendo al rischio di un aggiramento delle norme sulla concorrenza.

Eppure basterebbe molto poco, ovvero applicare i criteri previsti dalle norme, e poco altro.

Vediamone due.

Principio di rotazione tra le aziende invitate iscritte negli albi di fiducia, al fine di garantire che tutti possano concorrere all’affidamento con procedure in deroga, verificando l’eventuale presenza di aziende collegate tra loro che possono aggirare tale principio.

Selezione dei contraenti in base alle specializzazioni del lavoro da svolgere, ognuno di noi quando deve eseguire dei lavori in casa propria, contatta le aziende in base alla loro reale specialità. Se devo aggiustare il lavandino non chiamerò un elettricista e per rifare la facciata di un condominio la scelta non cadrà sul fabbro. Eppure negli affidamenti in somma urgenza, tale principio non scritto viene costantemente disatteso. Così capita spesso che per sistemare una fognatura in strada le imprese selezionate debbano ricorrere a subappalti e sub affidamenti. Procedure legali e utilissime nelle gare d’appalto con procedura ordinaria ma abbastanza inopportune nelle somme urgenza.

Se è crollato un muro e devo sistemarlo domani per riaprire una strada, seleziono tra le imprese disponibili per il principio di rotazione, quelle che sistemano muri e non quelle che fanno impiantistica.

Occuparsi di pubblica amministrazione è un mestiere antico e complesso. Fino ad alcuni decenni fa solo i migliori tecnici potevano accedere per concorso nel ruolo pubblico, poi arrivò la politica ed il principio del merito che aveva funzionato fin dai tempi dei romani, venne rimpiazzato con altro.

Fabio D’Agata