L’APICOLTORE di Maxence Fermine – Recensione di Daniela Torrisi

apicoltoreLa trilogia dei colori di Fermene è composta da tre romanzi: Neve (1999) – Il violino nero (2001) – l’apicoltore (2002). Neve, delicato e puro come il colore bianco; Il Violino nero, cupo e oscuro come il colore nero; l’apicoltore dove predomina il colore oro delle api e del miele. Aurélien Rochefer ha un sogno: fare l’apicoltore.

Un fulmine distrugge i suoi alveari e lui ossessionato da una donna che gli appare in sogno decide di partire per l’Africa. Durante il viaggio incontra alcuni personaggi che lo porteranno a raggiungere la Rupe delle api, un luogo magico dove incontrerà una misteriosa donna che gli farà dono di un’ape d’oro. Aurélien torna a casa e si getta a capofitto in una costruzione faraonica, ma fallisce e capisce che l’unico vero tesoro è la donna che lo ha aspettato per anni.

L’unico che salvo di questa trilogia è Neve, romanzo raffinato e delicato; gli altri due hanno deluso un po’ le mie aspettative, forse perché erano davvero alte. Fermine, continui a interessarmi, ma non sei più riuscito a farmi sognare come in Neve. “…poiché quando si è posseduti da un sogno come il tuo occorre sbrigarsi a realizzarlo prima che la vita lo rubi…”

(Daniela Torrisi)