L’assessore, i proclami, la demagogia e la fame di eventi.

coniglio-natale-copEgregio assessore al Turismo Antonio Coniglio , le confesso che trovo davvero incredibile il gran parlare dei mercatini di Natale e della casa di babbo Natale associati al risveglio della città, della “piazza che vive” e della “massa” di autoctoni che hanno riempito il centro storico.
Egregio assessore Antonio Coniglio tutto questo avviene mentre nello stesso centro storico (ad esclusione di un paio di ore) continuava imperterrito il traffico veicolare, mentre la slitta di babbo Natale, opportunamente trainata da un asino, si trovava, per le foto e le interviste, a due metri dalle marmitte e mentre uno scampanellio di clacson ammorbava l’aria di presunzione urbana.
Trovo alquanto demagogico, diciamo modello comunicazione Luce, che alcuni stand in piazza Duomo (i mercatini di Natale che sono presenti in alcuni paesi dell’hinterland da anni) siano stati presentati come la grande rivoluzione acitana. Ho trovato molto più equilibrate e pacifiche le dichiarazioni del sindaco Roberto Barbagallo che, se non altro, ha detto chiaramente che si è lavorato con un budget limitato. Ma lei, assessore Coniglio, invece ha voluto strafare con una comunicazione poco sobria e narcisistica “della folla per i mercatini” e con le frasi ad effetto dal vago sentore culturale. Passaggi e citazioni immersi in una città senza un piano viario, senza arredo urbano, con i cavi dell’elettricità che penzolano ovunque, con una vasta gamma di condizionatori appesi ad ornamento delle architetture tardo barocche.
Lei assessore riesce a fare stare in piedi un sacco con una sola noce dentro e far sentire il tintinnio ad una misera folla affamata di eventi e di socialità. Insomma mercatini e casa di babbo Natale potevano essere il contorno delle manifestazioni natalizie e non certo la sola e unica portata del menù.
Ma lei si sbraccia, gira tra gli stand, si impegna in prima persona, suda e cammina avanti e indietro mentre intorno si scatena il caos urbano, mentre continua a mancare una delega alla polizia urbana e alla protezione civile, mentre le strade sono crateri e mentre il verde pubblico scompare tra la granella bianca o nel pietrisco della villa belvedere.
Assessore Coniglio lei ha tutta la mia stima perché riuscire a vendere all’opinione pubblica un triste presepe in piazza Duomo e far dimenticare ai cittadini la malasorte che tocca all’artistico presepe settecentesco è certamente arte oratoria ed è un modalità che fa breccia nella fame da eventi e di socialità in cui da sempre la nostra città è immersa.
Una bottiglia d’acqua nel deserto della Libia promossa come oasi nel deserto mentre tutto intorno cade a pezzi.
(mAd)