Le canzoni dei Beatles – “Blackbird”

mcccartney

Uno dei contributi solisti di Paul McCartney al White Album, ed è anche una delle sue migliori composizioni in assoluto. La musica, composta in Scozia, è una variazione sulla Bourrée in Mi Minore di Bach, un pezzo chitarristico molto noto, che sia Paul sia George sapevano suonare (anche la più recente Jenny Wren, scritta da McCartney nel 2005, avrebbe la stessa origine). Spostata sulla relativa Maggiore, Blackbird condivide con la composizione di Bach, originariamente scritta per liuto, il movimento parallelo di bassi e melodia, ma il pezzo di McCartney aggiunge un ostinato Sol Maggiore che, suonato sulla terza corda a vuoto, rimane per tutta la durata del pezzo, anche durante il ritornello in Fa Maggiore.

Presentando solo il suo autore alla chitarra e alla voce (raddoppiata nei ritornelli), Blackbird ha un segno distintivo ritmico nel “metronomo” – in realtà Paul che tiene il tempo battendo il piede – e la decorazione di alcuni effetti sonori di cinguettii (differenti tra le versioni mono e stereo) che ricorrono durante la canzone.

Straordinario pezzo chitarristico, divertente da suonare e da ascoltare, Blackbird deve gran parte del suo fascino alla poco ortodossa tecnica chitarristica di McCartney, che alterna una specie di fingerpicking eseguito con 2 sole dita ad un rustico fingerstrumming sugli accordi che durano più a lungo.

Accuratamente (32 tentativi) registrata da McCartney, mentre Lennon lavorava a Revolution 9 nello studio accanto, Blackbird è straordinariamente sospesa nel tempo e nello spazio, con una delicatezza che non sembrerebbe possibile nel mezzo di un disco crepuscolare come White Album (non a caso gli altri brani più delicati, I Will, Julia, Long Long Long e Good Night sono tutti in chiusura di facciata). Ripresa da dozzine di artisti in cover di ogni genere, nessuna delle quali ha mai insidiato la limpida bellezza dell’originale. Uno dei capolavori dei Beatles. (da pepperland.it)