Le canzoni dei Beatles – “Here Comes The Sun”

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Insieme a Something, Here Comes The Sun è la canzone che decreta il trionfo di George Harrison in Abbey Road. Benchè la seconda non abbia raggiunto la popolarità della prima, ha comunque ottenuto un gran numero di riconoscimenti, è stata ripresa da innumerevoli altri artisti ed inserita nelle colonne sonore di svariati film e spot pubblicitari, diventando uno dei brani più famosi dell’intera discografia dei Beatles.

Con il suo suadente accompagnamento chitarristico (reso più scintillante dall’utilizzo del capotasto al VII tasto), è anche diventata una delle canzoni dei Beatles preferite dai chitarristi, accanto a brani scritti per lo più da McCartney, come Michelle e Blackbird.

L’origine della canzone è stata più volte raccontata dal proprio autore: Harrison veniva da un periodo molto sgradevole, cominciato con le spiacevoli sedute per il White Album nell’estate del 1968 a cui erano succedute quelle ancora peggiori per Let It Be, a seguito delle quali George aveva addirittura temporaneamente lasciato la band. Inoltre, aveva avuto guai giudiziari per il possesso di marijuana ed era stato operato alle tonsille.

Inoltre, l’inverno a cavallo tra il 1968 e il ’69 era stato particolarmente lungo e rigido, ed Harrison stava diventando insofferente al notevole carico di impegni burocratici – peraltro senza adeguata contrapartita economica – cui veniva costretto dalla neonata società discografica dei Beatles, la Apple.
Alla prima vera mattina di primavera, George decise quindi di marinare la Apple e andare a trovare il suo amico Eric Clapton. Nel giardino e con una delle chitarre di quest’ultimo, egli, semplicemente descrivendo il confortante sollievo che stava provando, compose rapidamente il brano.

Forse anche a causa dell’assenza di Lennon (ancora in ospedale per i postumi di un incidente automobilistico), per la prima volta Harrison potè disporre in sede di arrangiamento ed incisione dello stesso tempo e della stessa attenzione che venivano dedicate alle canzoni di Lennon/McCartney: e infatti Here Comes The Sun è senza dubbio un capolavoro di produzione, con un sound davvero solare, come promesso dal titolo. Sfortunatamente per George, ma più ancora per i Beatles, questo avveniva proprio alla vigilia dello scioglimento della band.
La suadente sezione strofa/ritornello è atipica per il suo autore, con la sua fiduciosa melodia che combina sapientemente l’ottimismo di McCartney con la tipica capacità di Lennon di evocare uno stato d’animo attraverso intervalli minimi e scale pentatoniche. Un altro espediente che George aveva chiaramente imparato dai suoi colleghi compositori è la scelta di raddoppiare la voce a tratti in unisono, a tratti in armonia (una soluzione usata anche in Something).
Altrettanto anomala per George è la sezione a contrasto: non tanto per l’armonia, sufficientemente ardita da ricordare altre suoi brani precedenti o successivi, quanto per il complesso andamento ritmico. Alternando battute in 11/8, 4/4 e 7/8 e grazie ad un malizioso uso degli accenti, questa sezione è diabolicamente astrusa, eppure di semplice ascolto, come le simili soluzioni adottate da Lennon in She Said She Said o Happiness Is A Warm Gun.
A un giudizio obiettivo, è difficile stabilire quanto del valore di Here Comes The Sun sia da ascrivere alla composizione e quanto all’esecuzione e all’arrangiamento; è del resto possibile che George (che, come confermò, stava tenendo da parte i suoi pezzi migliori per il suo debutto da solista) abbia commesso un errore di valutazione forse dovuto alla stessa atipicità del brano, nel mettere a disposizione del gruppo questa canzone. Ma andò cosi, fu un errore del quale trasse grande beneficio Abbey Road (da pepperland.it)

George Harrison: voce, cori, chitarra acustica raddoppiata, sintetizzatore Moog, battimani
Paul McCartney: cori, basso, battimani
Ringo Starr: batteria, battimani
Musicisti non accreditati: viola (4), violoncello (4), contrabbasso, clarinetto (2), flauto contralto (2), ottavino (2)