Le canzoni dei Beatles – “Hey Jude”

paul mcccartney
A chi di noi non è mai capitato di canticchiare in automobile? Probabilmente a pochi; ma meno ancora sono le persone che in questo modo hanno composto una canzone tra le più famose di sempre, numero uno nelle classifiche di tutto il mondo.
L’origine di Hey Jude è infatti una delle più note tra tutte quelle relative ai brani dei Beatles e della storia del pop in generale. Mentre andava a trovare Cynthia Lennon, ormai ex moglie di John, Paul iniziò a canticchiare una canzone indirizzata al figlio allora cinquenne di John, Julian Lennon (oggi a sua volta musicista di discreto successo).
Rendendosi conto che il motivetto concepito in automobile poteva diventare una buona canzone, Paul trasformò il nome da Jules a Jude (“perchè aveva un suono più country & western”) e completò in fretta il testo, restando perplesso soprattutto sul verso “the movement you need is on your shoulder” (disse a John: “non significa nulla, e poi shoulder c’è già prima”).
Nella sua versione completa, il testo definitivo era più autobiografico che destinato a Julian, ma Lennon lo interpretò come rivolto a se stesso, difendendo il verso che Paul voleva eliminare. Come osserva McDonald, in realtà Hey Jude tocca una corda universale della psicologia maschile. Lennon rimase molto impressionato dalla canzone, e la giudicò la migliore in assoluto mai scritta da Paul; la conferma di tale opinione fu che, dopo essersi battuto per mesi per spingere la sua Revolution come prossimo singolo dei Beatles, John acconsentì immediatamente a dirottare (con gran sollievo di tutti gli altri) Revolution sul lato B del singolo Hey Jude.
Mentre molte delle migliori canzoni di Paul McCartney si segnalano per la notevole ricchezza armonica e l’accostamento quasi sfrontato di un gran numero di accordi (Yesterday, Michelle, Here There And Everywhere, Penny Lane), Hey Jude si accontenta perlopiù dei 3 accordi fondamentali (tonica, dominante e sottodominante).
Come altre volte nella loro carriera, i Beatles si resero conto che stavano facendo qualcosa di “davvero grande”: questo determinò la monumentale lunghezza (soprattutto per l’epoca) della canzone, la grandeur del contributo orchestrale e la ritrovata professionalità dei Beatles, che per i 4 giorni consecutivi dedicati alla registrazione andarono d’amore e d’accordo, dimenticando le tensioni che caratterizzarono i lavori sul White Album (di lì a 20 giorni, prima ancora che Hey Jude fosse pubblicata, Ringo abbandonerà il gruppo).
Con il suo finale corale ancora oggi così popolare (e forse concepito da Lennon) e una esecuzione fintamente casuale – in realtà la canzone fu provata con molta cura, soprattutto per gli standard dei Beatles nel 1968 – Hey Jude è uno dei brani migliori dei Beatles e costituì un inizio illusoriamente promettente per la Apple, nuova etichetta dei Beatles, che inaugurava con questo 45 giri le proprie pubblicazioni. (da pepperland.it)

Paul McCartney: voce, cori, pianoforte, basso
John Lennon: cori, chitarra ritmica acustica
George Harrison: cori, chitarra solista
Ringo Starr: cori, batteria, tamburello
Musicisti non accreditati: violino (10), viola (3), violoncello (3), contrabbasso (2), flauto (2), clarinetto (2), clarinetto basso, fagotto, controfagotto, tromba (4), corno (2), trombone (4), percussioni, cori (tutti gli orchestrali eccetto uno)