Le Cocole di Santa Tecla, Nuova Concessione in Arrivo, Up Patriots To Arms

Ci siamo occupati spesso della spiaggia delle Cocole di Santa Tecla negli ultimi tempi, lo abbiamo fatto a partire dallo scorso autunno, in cui passando come tanti cittadini dalla via Argenta, mi sono chiesto per quale motivo il lido con concessione stagionale non avesse smontato le proprie strutture. Dopo alcune semplici informazioni abbiamo capito che che il lido aveva richiesto la destagionalizzazione, una facoltà prevista dalla norma, che consente ai titolari di concessioni demaniali di utilizzare le proprie strutture anche in inverno , per usi diversi dalla balneazione; solo che la norma prevede l’utilizzo e non l’abbandono.

Costituiamo un comitato spontaneo di cittadini e proviamo a fare quello che sappiamo fare meglio, ovvero informare, scrivere e documentare, così articolo dopo articolo, lettera dopo lettera, improvvisamente ciò che resta del lido viene smontato e ricompare il mare, quel mare colore del vino che forse è l’unica parte di paesaggio rimasto incontaminato e che vorremmo restasse tale, non per una ideologica avversione verso chi sa vivere e lavorare col territorio, ma solo perchè la speculazione a spese del paesaggio e dell’ambiente non può lasciarci indifferenti.

Ci ritroviamo quindi a maggio dopo la segregazione del lockdown che ha messo a dura prova le nostre abitudini ed i nostri stili di vita, e quando per disposizione delle autorità regionali si comincia a programmare un’estate balneare improbabile e confusa, alle Cocole di Santa Tecla non succede nulla, nessuna impalcatura, nessuna struttura, nemmeno quella che il Comune avrebbe dovuto montare per dare la possibilità a tutti di accedere al mare.

Siamo a Giugno inoltrato e dopo aver atteso a lungo, timidamente, pubblichiamo un post dal titolo ” Just Cocole”, si perchè dopo oltre 15 anni la spiaggia è straordinariamente libera e disponibile per tutti, ma le polemiche impazzano fin dentro il Consiglio Comunale… ci viene attribuita la responsabilità di avere ostacolato la presenza di un lido che permetteva l’accesso ai diversamente abili e che lo avessimo fatto per interessi privati.

PUDM Acireale Stato di Fatto

A tutt’oggi non abbiamo capito quali fossero gli interessi privati e quale prerogativa esclusiva offrisse il lido che non fosse già obbligatoria per legge, abbiamo ricevuto insulti e critiche direttamente dall’organo più rappresentativo della Città, quel Consiglio Comunale che trovava il tempo per parlare di noi, ma che non si era mai accorto di una baracca sull’unica spiaggia pubblica di un Comune di 50.000 abitanti, bloccato da vincoli e dissesti che da vent’anni riducono ogni spazio di normalità.

Poi scopriamo che improvvisamente sulla stessa spiaggia pende una nuova richiesta di concessione, per una struttura da 1.800 mq su una spiaggia che ne misura circa 2.500mq

Si tratta di una nuova richiesta che, probabilmente, sostituisce una precedente concessione presente sull’area delle Cocole, non sappiamo quale, però le date ci dicono qualcosa o forse siamo noi, che da bravi visionari leggiamo oltre le righe.

Le prime segnalazioni su alcune “anomalie” sulla spiaggia delle Cocole sono datate fine Agosto, forse viene revocata una concessione demaniale alla fine di ottobre e improvvisamente compare una nuova richiesta sulla stessa area in data 14 novembre 2019, ma come faceva la ditta proponente a sapere che si era liberato un posto occupato da decenni?

Non lo sappiamo ma continuiamo ad guardare le date, la norma prevede che l’avviso venga pubblicato sull’albo pretorio del Comune di Acireale per un periodo di trenta giorni per eventuali opposizioni di sorta e l’avviso viene inviato per la pubblicazione con data 13 luglio, quindi giorno più o giorno meno il Comune dovrebbe rispondere entro ferragosto, un periodo altamente produttivo per gli uffici pubblici, in cui a malapena si guarda la posta in arrivo.

Noi però la posta a guardiamo sempre e a questo ennesimo avviso, chiediamo che il Comune risponda negativamente preservando l’uso libero e pubblico dell’unica spiaggia di Acireale e se il Comune non lo farà lo faranno i cittadini attivi, chiamati un’altra volta a riunirsi ed a difendere quello che l’ente pubblico non riesce a preservare, forse troppo occupato a gestire le rimodulazioni della Ztl o i progetti sulla mobilità urbana.

Noi possiamo solo scrivere e informare, e lo continueremo a fare anche se darà fastidio a qualcuno, pur consapevoli che la Politica, quella buona che governa il territorio, dovrebbe aiutarci a preservare l’uso pubblico delle nostre poche spiagge, ed è per questo che chiediamo la collaborazione dei nostri rappresentanti territoriali, D’agostino, Catanoso, Raciti e Foti, soprattutto Foti.

Fabio D’Agata