L’epopea degli “Invisibili”

ACIREALE – In via Maddem, ogni giorno da anni si consuma un dramma che malgrado la crudeltà dei fatti sembra, concretamente, non interessare a nessuno. Le parole dei politici, da quelli regionali ai nostrani, sono state tante e tutte ben spese. La politica ha compreso, ha partecipato, ha cercato soluzioni, ha espresso solidarietà per poi non legiferare, non promuovere e portare a compimento nessuna azione legislativa per affrontare e risolvere la questione di dozzine di lavoratori che sono stati lasciati soli a marcire dentro una struttura senza ospiti.

Gli invisibili ogni mattina si presentano al posto di lavoro senza aver nulla da fare che convivere con i loro pensieri e con le loro preoccupazioni. Deve essere una sensazione davvero potente svegliarsi la mattina, recarsi al posto di lavoro e non avere alcuna mansione da svolgere, non ricevere alcuna gratificazione, non produrre e non guadagnare un solo euro.

Una faccenda assai bizzarra quella degli invisibili che si ritrovano ad essere impiegati dell’apparato pubblico e non ricevere alcuna attenzione e concretezza da parte della politica sorda ed incapace. Sono questioni che riguardano ognuno di noi le storie degli invisibili. Sono storie complesse che allo stesso tempo che ci fanno capire come i parolai, le promesse seriali e i vari piani di riordino della ipab siciliane sono solo il risultato di una dichiarazione, di qualche intervista, di un patetico incontro in aula consiliare. Di fatto nulla si muove perchè gli invisibili non sono una categoria umana ma qualcosa di incosistente che si agita tra la terra e brandelli di cielo plumbeo.

Il presidente della Regione Siciliana, l’assessore, i sindaci, i consiglieri, deputati e roba varia di contorno negli anni hanno sciorinato un fiume di parole, farcito con promesse e indicato road map. Nulla è stato compiuto, niente è stato prodotto se non una montagna di sfiducia che si abbatte sull’intera classe politica siciliana. La classe politica siciliana che riesce ad autofinanziarsi con stipendi da nababbi, che non trova alcuna soluzione per poche centinaia di lavoratori sparsi come derelitti per l’isola. Una vergogna senza fine che, di tanto in tanto, è stata lenita con l’elemosina di qualche “contratto” a tempo determinato, con l’erogazione di alcune risorse ma senza mai entrare nel concreto di scelte strutturali che di fatto significa una buona legge di riordino della ipab siciliane e pagare i lavoratori che hanno una montagna di stipendi arretrati.

Niente si muove, niente accade perchè gli invisibili sono tali e a nessuno interessa la loro sorte. Finita la campagna elettorale i senza volto ritornano nelle strutture senza lavoro, senza stipendio, sempre in attesa che arrivi Godot.

(mAd)