“L’esilio Sahrawi, storie di incontri e accoglienze”. Il libro, scritto da Vincenzo Pezzino,

E’ stato presentato ieri pomeriggio, a cura delle associazioni “Terra Futura” e “Mi casa es tu casa” presso i locali dell’istituto San Luigi, il libro “L’esilio Sahrawi, storie di incontri e accoglienze”. Il libro, scritto da Vincenzo Pezzino, con un saggio storico di Souadou Lagdaf, narra la vicenda del popolo Sahrawi e della loro triste vicenda. Il loro territorio, il Sahara Occidentale, dopo essere stato colonizzato dalla Spagna, viene occupato nel 1975 dal Marocco scatenando un sanguinoso conflitto che ha visto la sua conclusione nel 1991 con l’intervento del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ma che, di fatto ad oggi, non ha mai visto giungere a conclusione il processo di autodeterminazione. Per cui oggi abbiamo un paese occupato per due terzi della sua superficie dal Marocco e per un terzo liberato e sotto il controllo dei sahrawi e del Polisario. A causa delle gravi violazioni dei diritti umani a cui questo popolo è stato ed è soggetto da parte del Marocco, molti sahrawi sono stati costretti ad andare in esilio in Algeria, vivendo in veri e propri campi profughi. Oltre questa storia di oppressione, vi è anche, fortunatamente, una storia di solidarietà come quella del dottor Pezzino (l’autore) che, insieme ad altri medici e volontari, ha costituito un’associazione a sostegno di questo popolo e che oggi si occupa di accogliere e accompagnare i piccoli sahrawi che ogni estate vengono in Italia. Esperienza che da diversi anni viene concretizzata anche ad Acireale grazie all’impegno di alcuni volontari come Sara Scudero, che ha moderato la serata, raccontando anche l’esperienza fatta in visita ai campi profughi. La chiave della serata è stato proprio il concetto di accoglienza, non soltanto intesa come forma di solidarietà verso questo popolo oppresso, ma anche come esperienza vissuta dagli stessi volontari in visita in quei territori, che ha permesso di scoprire quanta generosità può essere donata da chi possiede veramente poco, ma crede nell’ospitalità come principio fondamentale che dà senso all’esistenza.