Liberare gli oceani dalla plastica: la soluzione da un 19enne olandese

 

Il suo nome è Boyan Slat e ha deciso di avviare una campagna di raccolta fondi dal nome The Ocean Cleanup. Nonostante la pulizia degli oceani sia sempre stata ritenuta impossibile, costosa e di durata secolare, Boyan è convinto dell’efficacia del suo metodo.

L’idea dell’Ocean Cleanup era venuta già due anni fa all’allora diciassettenne Boyan che l’aveva presentata in una conferenza al TEDx di Delft.  Il video del suo discorso aveva avuto grandissimo successo e l’idea aveva iniziato a prendere forma, suscitando l’entusiasmo di circa 100 volontari tra scienziati e ingegneri.

I metodi convenzionali per ripulire i mari prevedono l’uso di navi che trascinano reti da pesca. Non solo quest’operazione potrebbe protrarsi fino alla fine dell’umanità, ma necessiterebbe anche di enormi capitali. A questo si aggiungono la pesca involontaria e le emissioni di agenti inquinanti, che fondamentalmente vanificano i buoni propositi.

Boyan Slat ha semplicemente posto il problema in maniera diversa, domandandosi: “Perché dovremmo essere noi a muoverci tra i mari, se sono loro a muoversi verso di noi?” In sostanza il teenager ha inventato delle barriere fluttuanti che catturano passivamente i rifiuti mentre l’acqua ci passa attraverso. Secondo uno studio sulla sua fattibilità, durato circa 400 giorni e che ha prodotto un dossier di 530 pagine, il progetto Ocean Clean Up non solo è fattibile, ma promette anche molto bene. Il video mostra i primi passi del progetto e il lavoro dei ricercatori che vi collaborano.