L’identikit dell’assessore e “tutti a casa”.

ACIREALE – Con le dimissioni del vicesindaco Carmelo Grasso si apre, ancora una volta, il totoassessore. Una modalità che comporta un’analisi delle forze politiche in consiglio comunale, una relativa a tecnici che si potrebbero rendere disponibili ed infine un’altra che non va da nessuna parte; anzi per la precisione in direzione “tutti a casa”.

La prima scelta ovvero quella politica riguarda certamente i componenti del gruppo “La città che vogliamo”. I quattro consiglieri comunali si sono staccati dal gruppo del M5S con motivazioni forti, ne ricordiamo una per tutte che recitava “non vogliamo essere considerati come numeri”. Una scissione vera e propria ma contornata da modalità piuttosto complesse come quella di volersi considerare come parte della maggioranza che sostiene il sindaco Alì. Una maggioranza confusa e litigiosa ma che, in ogni caso, trattenuta dallo spauracchio di ritornare alle urne e sostenuta da un’opposizione divisa e troppo spesso “stampella”,  ha fatto si che il primo cittadino e la sua giunta abbiano potuto arrancare stancamente alla guida di una città che soffre mille problemi; tanti antichi e tutti irrisolti. Quando parliamo di problemi irrisolti ovviamente ci riferiamo all’analisi degli indici di vivibilità che sono come sempre stati ovvero da quarto mondo.

Un’altra ipotesi che può andare a riempire il posto vacante lasciato dal vicesindaco è quella relativa ad un tecnico. Cercare tra esperti del settore urbanistico e della mobilità e sperare che qualche eroe possa accettare la sfida. Ovviamente tutti sono in grado di percepire chiaramente che andare ad infilarsi in una compagine politica che non ha il minimo appeal tra gli elettori non è certo la strada migliore per arricchire il curriculum ed è per tale ragione sembrerebbe che alcuni inviti sono stati declinati.

La terza ipotesi, quella del tutti a casa, sarebbe la più ovvia vista la situazione e considerato che l’amministrazione Alì sarà ricordata per aver prodotto una percentuale risibile di quanto espresso nel programma elettorale e considerato che questa sindacatura è stata continuamente tempestata da dimissioni e da abbandoni. La lista è nota e va dal cda della fondazione del carnevale a tre assessori, ed ancora cinque consiglieri comunali, una presidente del consiglio comunale e due capigruppo. In confronto la Siria appare maggiormente coesa.

Infine si avvicina la proposta di approvazione del bilancio di previsione, non immaginiamo colpi di scena per la sua approvazione ma non possiamo neanche escludere che risolto e concluso questo delicato passaggio altri terremoti politici si potranno verificare all’interno della compagine politica che “sostiene” Alì. Insomma davvero fioca in fondo al tunnel.

Così mentre ancora non ci siamo meritati una piazza sempre chiusa al traffico, mentre attendiamo di poter prendere una boccata d’ossigeno al parco delle Terme, mentre aspettiamo l’isola ecologica, nella speranza vana di andare in bici sulla greenway  e in attesa dei chiarimenti sulla questione dei cartelli pubblicitari in viale Colombo, sembra proprio che non si è ancora stanchi di accontentarci di questo teatrino della politica di provincia.

Auguriamo agli acesi di tenere duro e sperare che, prima o poi, donne e uomini coraggiosi decideranno, seriamente e concretamente, di cambiare per sempre e in meglio il volto della nostra città.

(mAd)