L’onda blu dell’assessore Grasso

ACIREALE – Provvedimenti, ordinanze e decisioni che hanno, ad oggi, ridisegnato la viabilità (leggi vivibilità) del centro storico di Acireale e di tante altre strade adiacenti, ma che non hanno centrato l’obiettivo.

Ogni azione che intende perseguire un migliore mobilità e una maggiore sostenibilità ambientale, non può che avere dei riferimenti d’intento; diciamo delle mete da raggiungere e non altre.  Questi sono gli obiettivi: 1) miglioramento delle condizioni di circolazione (movimento e sosta); 2) miglioramento della sicurezza stradale (riduzione degli incidenti); 3) riduzione degli inquinamenti atmosferico ed acustico; 4) risparmio energetico; 5) promozione del trasporto pubblico; 6) promozione della mobilità pedonale e ciclabile.  Alcuni di questi obiettivi sono stati, correttamente esposti nella seduta del consiglio comunale del 21 maggio, dal comandante Molino. Esposizione corretta, risultati zero!

Analizziamo in sintesi quali sono stati i provvedimenti dell’amministrazione Alì in tema di mobilità. Primo provvedimento apertura al traffico veicolare di piazza Duomo. Un atto assai difficile da comprendere perché non solo non riduce emissioni e inquinamento acustico ma deturpa il cuore della città. Piazza Duomo, ricordiamo, è il gioiello cittadino ed averla riempita di auto e bus in transito e, sic, in sosta è stato davvero un portare indietro l’orologio della civiltà. Tra l’altro questo provvedimento non ha ridotto l’impatto del traffico veicolare in via Galatea e non ha sottratto transito e caos davanti alla Basilica di San Sebastiano. Solo caos.

Zona 30. Lo abbiamo detto e ripetuto più volte. Queste soluzioni vanno bene dove si percorre ad una velocità intorno ai 50km/h e, per la presenza di semafori, si aumentano le emissioni per lo “stop and go”. Di norma la zona 30 si istituisce indicando un percorso lento e zigzagante, eliminando semafori ed incroci e realizzando al loro posto delle piccole rotatorie. Tutto questo è ovviamente impraticabile in corso Savoia e corso Umberto dove, invece, si rimane incolonnati nel traffico e gli incroci con le altre strade non sono state modificate con piccole rotatorie. Risultato? Caos. La gente parcheggia come gli capita, si continua a rimanere incolonnati nelle ore di punta e i parcheggi sono diventati tutti blu.

L’assessore ha così portato ulteriore caos veicolare al centro, ha “imposto” tutte strisce blu e non ha liberato piazza Duomo, piazza Vigo e la storica piazza del mercato dal traffico, dal parcheggio selvaggio. Nulla, risultato ottenuto zero!

Ma non basta. Dopo avere cancellato la pista ciclabile (andava migliorata e non rimossa) dal corso Savoia e corso Umberto ne ha prodotta un’altra a doppia corsia in corso Italia.  Siamo sempre favorevoli quando si dedica maggior spazio ai mezzi di locomozione non inquinanti ma questo tratto di ciclabile in corso Italia ha prodotto ulteriori critiche. Eliminate circa 50 posti auto, ovviamente strisce bianche, quelle blu sono rimaste al loro posto, i residenti inferociti ed un altro provvedimento che si aggiunge a quelli precedenti per risultati. Zero anche questa volta.

Adesso abbiamo una città che si presenta con una mobilità convulsa. Al Duomo si transita e tanti parcheggiano, in corso Savoia e corso Umberto la zona 30 è solo un modo di dire perché non riduce le emissioni ne normalizza l’andatura, in corso Italia è arrivata una nuova “tassa” per i residenti e tutti i parcheggi del centro (e non solo) sono blu. Da piazza S. Domenico a piazza Vigo, ed ancora corso Savoia, Umberto e Italia è tutto un solo colore, il blu.

(mAd) #fancity – ph. repertorio web