Loris, il mistero delle fascette restituite alle maestre

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“Un mazzo di fascette consegnato alla maestra di suo figlio. «Ve le restituisco, sono quelle che servivano per le lezioni di scienze» ha detto Veronica all’insegnante. Ma a scuola i bambini non hanno mai lavorato con quelle strisce di plastica, né per le ore di scienze né per ricerche o compiti di altro genere. E la maestra, per quanto trovasse strano l’episodio, ha fatto finta di nulla, le ha prese e subito dopo le ha consegnate alla polizia. È stato il giorno in cui è andata a casa di Veronica per le condoglianze e certo salta agli occhi, adesso, quell’informazione accanto al dato aggiornato dell’autopsia secondo il quale Loris non è morto, come si è creduto in un primo momento, strangolato con una sola mano che sembrava aver lasciato segni sul suo collo. Gli accertamenti eseguiti ieri da un nuovo medico legale dicono invece che l’«arma» del delitto potrebbe essere una fascetta da elettricista. Uno di quel lacci plastificati che una volta stretti non si possono più riaprire se non tagliandoli. Se questa versione fosse quella reale si spiegherebbe il segno verticale sul collo (una sorta di graffio) che si ipotizza sia stato lasciato da un paio di forbici. Non a caso fra i tanti oggetti sequestrati a casa di Veronica c’è anche un paio di forbici sulle quali si faranno accertamenti per studiare la compatibilità con i segni sul collo e per rintracciare eventuali residui biologici.

(fonte Corriere Della Sera)

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