L’Università, il Piano e le Convenzioni del Comune di Acireale .

A distanza di quasi un anno dalla prima inchiesta che ha travolto l’Università di Catania con accuse pesantissime legate ai concorsi truccati, si chiude un nuovo capitolo con la notifica della conclusione delle indagini per 54 soggetti tra amministratori docenti dell’ateneo ed esponenti della pubblica amministrazione.

Non era certo una novità che all’interno del più antico ateneo della Sicilia, il merito non fosse l’unica categoria che garantiva l’avanzamento delle carriere e l’acquisizione di ruoli apicali per la gestione della didattica, ed anche per le numerose possibilità che l’Università offriva in ambito professionale e politico.

Una delle caratteristiche distorte che l’inchiesta fa emergere, è il principio della “raccomandazione” in ambito familiare, antica tradizione italica, sempre abusata nelle pubbliche amministrazioni, e di cui la lettura delle intercettazioni disvela un impietoso meccanismo di progressione del potere, per garantire solo ai fedelissimi l’accesso ai concorsi per ordinario, associato e per i ruoli della didattica strutturata.

Un “banchetto” ristretto in cui il metodo, per quanto si legge dalle ordinanze, non era certamente fondato sulle qualità scientifiche dei candidati, bensì sulle segnalazioni e le “spinte” che ricevevano, segnalazioni spesso in conflitto tra loro tali da generare correnti e conflitti legati alle poche opportunità dei posti disponibili da contendersi tra i big dell’ateneo, in cui anche le elezioni per le cariche dirigenziali erano frutto di accordi e strategie che nulla hanno a vedere con la qualità del candidato e con le sue competenze.

Chiunque legga queste righe seduto nella sua postazione di lavoro in un’università straniera o in un istituto di ricerca dopo essere “fuggito” dall’università di Catania, sa bene di cosa si parla.

Sono migliaia i giovani preparatissimi che, avendo come unica risorsa le loro qualità intellettuali e scientifiche, hanno dovuto trasferirsi all’estero o abbandonare la carriera universitaria, magari sorpassati in un concorso dal candidato “prescelto” a cui negli anni avevano passato il compito.

Nonostante quello che si legga sui giornali in merito all’inchiesta sia noto a tutti in forme più o meno dettagliate, leggerlo sulle carte di un’inchiesta giudiziaria con oltre 60 indagati fa un certo effetto ed è un elemento di assoluta novità.

Si perchè il sistema universitario cittadino è uno dei numerosi sistemi di potere che operano nella nostra città.

Per la definizione di sistema di potere, senza scendere in formalismi possiamo usare l’espressione : ” sistema relazionale finalizzato all’aggiramento delle regole”, una definizione che può descrivere numerose organizzazioni che operano sul territorio, da quelle benefiche alle mafie, ognuno si identifichi in quello che ritiene più opportuno.

Questo sistema di potere, come tanti altri in città, ha goduto del patto di desistenza tra sistemi analoghi, di cui anche la Magistratura catanese non è stata esente, riuscendo però a riformarsi ed a espellere le anomalie del cosiddetto ” sistema Catania”, che operava dagli anni ’70 in città con enormi danni al tessuto sociale ed economico. Il cambio al vertice della Procura cittadina con il Procuratore Salvi ed ora con il Dottore Zuccaro, hanno spostato l’attenzione dalla criminalità più o meno organizzata, ai reati contro la pubblica amministrazione ed i risultati cominciano a vedersi.

Torniamo alle cose acesi.

Con la delibera di Giunta n° 275 del 30/12/2019 il Comune di Acireale ha stipulato un’accordo con il dipartimento di Architettura dell’università di Catania (Dicar) per la revisione del nostro piano regolatore generale per un costo di circa 100.000€

Questa convenzione ne segue un’altra del 2015 per un costo approssimativo di 40.000€ sempre per la definizione del tessuto urbano e per lo studio del centro storico, i cui risultati sono da tempo disponibili presso gli uffici ma difficilmente consultabili per i cittadini semplici.

La convenzione era stata presentata in consiglio di dipartimento il 20 febbraio 2020 dal cui verbale leggiamo:

7.1.5. Il Direttore comunica che è pervenuta la richiesta da parte del Comune di Acireale per la stipula di un
accordo di collaborazione scientifica con l’Università̀ degli Studi di Catania, per il tramite del DICAR, con
l’interessamento del Prof. Paolo La Greca, finalizzato ad “Attività di studio, ricerca, collaborazione, supporto
metodologico e tecnico – scientifico per la redazione di studi specialistici di settore per la revisione del Piano
Regolatore Generale”.
Tenuto conto del fatto che si sta ultimando un’altra convenzione in tema di urbanistica, di cui è responsabile
il prof. Gravagno, si decide, su proposta del prof. La Greca, di rinviare il punto al prossimo CdD ossia dopo
che la precedente convenzione sia stata anche formalmente conclusa.

Ma con il verbale del 27 marzo la stessa convenzione viene approvata :

6.1.3. Il Direttore comunica che è pervenuta la richiesta da parte del Comune di Acireale per la stipula di un
accordo di collaborazione scientifica con l’Università̀ degli Studi di Catania, per il tramite del DICAR, per
interessamento del Prof. Paolo La Greca, finalizzato ad “Attività di studio, ricerca, collaborazione, supporto
metodologico e tecnico – scientifico per la redazione di studi specialistici di settore per la revisione del Piano
Regolatore Generale”.
Il valore complessivo dell’attività di studio dell’accordo scientifica è pari ad € 100.000,00 ed è ripartito sulle
tre seguenti fasi di lavoro:
Ø Fase 1 – Studi propedeutici (fino ad un massimo di € 40.000,00);
Ø Fase 2 – Approfondimenti progettuali e normativi (fino ad un massimo di € 50.000,00);
Ø Fase 3 – Divulgazione dei risultati, supporto tecnico scientifico e Assistenza all’Amministrazione (fino ad
un massimo di € 10.000,00).
Gli oneri finanziari e le relative modalità di pagamento sono suddivisi sulle tre fasi di lavoro sopra elencate.
I movimenti finanziari previsti nell’ambito dell’accordo si configurano esclusivamente come ristoro delle
spese sostenute. È escluso il pagamento di un qualunque corrispettivo comprensivo di un margine di guadagno
per il DICAR. Infatti, trattasi di trasferimento di risorse per rimborso e pertanto l’accordo risulta fuori dal

Il Comune di Acireale provvederà ad erogare a favore del DICAR il rimborso delle spese sostenute, con
riferimento alle tre fasi dell’accordo e secondo le modalità riportate nell’allegato tecnico.

Quello che a chi scrive non sembra chiaro è l’opportunità di sottoscrivere una convenzione in questo specifico momento con un Università in cui numerosi docenti sono attualmente sotto indagine e, forse, domani sotto processo, tra cui il direttore del dipartimento con il quale abbiamo stipulato la convenzione.

Mi chiedo se non fosse opportuno bandire un concorso aperto ai professionisti di tutta Italia per attrarre idee nuove che possano riorganizzare il nostro strumento urbanistico invece di affidare (senza gara) un importo così elevato ad una organizzazione con la quale abbiamo appena finito una convenzione simile, e che si è occupata di sviluppare le medesime attività per la città di Catania, nota in tutto il mondo per la qualità del suo tessuto urbano e del suo piano regolatore innovativo e scevro d’interessi privati

Fabio D’Agata