Natale, San Sebastiano e Carnevale, il covid azzera le feste popolari

ACIREALE – Il Natale con le sue atmosfere, i mercatini e i regali, San Sebastiano con la sua portentosa carica di partecipazione popolare, il carnevale primo evento acese per numero di partecipanti e per rilevanza regionale e non solo. Sono momenti diversi, vissuti con uno spirito e uno stato d’animo vario ed eteregoneo ma sono tutti eventi popolari e importanti per la comunità acese.

Il covid è l’emergenza pandemia, che in questa seconda ondata sta facendo precipitare tanti nello sconforto, può azzerare le feste più importanti della città; una vera e propria mazzata in fronte per i commercianti, per i devoti del santo patrono e per tutti quelli che avrebbero voluto ammirare le meravigliose opere in cartapesta e le loro imponenti e tecnologiche esibizioni. Un indotto importante per Acireale potrebbe volare via causa covid. Dai maestri artigiani, agli esercenti, dai ristoratori agli albergatori, una coltre pesante di tristezza sembra proprio potersi stagliare nel prossimo futuro acese.

In questi ultimi anni abbiamo assistito alla crescita dei nuovi poveri, di concittadini che si recano ai centri che distribuiscono cibo e vestiti, abbiamo assistito da troppi anni alla fuga di tanti giovani acesi che non trovano possibilità di impiego e sviluppo nel territorio, abbiamo assistito alla distruzione di tutti i volani economici: terme, centro congressi, agrumicultura e le costre laviche non sono certo attrazione per flussi importanti di turisti e visitatori. Abbiamo assistito impotenti ad intere classi politiche che non hanno programmato nulla per il futuro dei nostri figli, abbiamo visto ridurre significativamente i posti letto per l’accoglienza e ci siamo dovuti affidare solo ad alcune iniziative ed eventi che raramente hanno saputo superare i confini della provincia. Un disastro culturale, un totale disinteresse programmatico, una visione assente di futuro e un’organizzazione dei beni comuni completamente lasciata al libero pensiero di pochi sognatori.

Adesso, insieme a questo deserto programmatico, la tempesta covid si abbate sul nostro già complicato e povero villaggio del sud. Il rischio assai possibile del blocco delle festività Natalizie (nella loro interezza e consuetudine), lo stop della festa di S. Sebastiano e lo scivolamento (ancora non definibile) della data per le manifestazioni carnevalesche potrebbe rappresentare il definitivo colpo di scure inferto ad una città che non trova vocazioni e che non riesce più neanche ad immaginare un futuro di sviluppo e di benessere.

Sembra comunque assai remota la soluzione di un nuovo lockdown ma se la curva dei contagi dovesse ancora aumentare e se le strutture ospedaliere andassero, ancora una volta, in crisi allora è evidente che l’economia cittadina (così come quella italiana ed europea), potrebbe subire un durissimo colpo da cui sarà certamente difficile rialzarsi e riprendere il cammino.

(mAd)