Noi ci siamo, nonostante la pandemia. Perché La violenza non si ferma.

Acireale, 25 novembre 2020. Anche quest’anno sono state indette alcune iniziative per sensibilizzare intorno al tema della violenza di genere.  È stata l’assemblea dell’Onu nel 1999 a scegliere questa data in ricordo del sacrificio delle sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, uccise dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo in Repubblica Dominicana. Ma la data del 25 novembre è diventata una giornata in cui si ricordano le vittime di femminicidio, una mattanza che sembra non finire mai. I numeri sono spaventosi e crudeli. I dati dei primi del 2020 (fino a ottobre) dicono che le donne vittime di omicidio sono state 91, molti dei quali consumati in ambiti familiari. (Rapporto Eures).

Riceviamo e pubblichiamo dall’associazione Fiori Ribelli ets

“L’emergenza generata dall’epidemia di coronavirus ha purtroppo accresciuto il rischio di violenza sulle donne, poiché molto spesso le violenze e gli abusi si consumano fra quelle quattro mura domestiche che sicure non sono, se non per contenere il contagio secondo le disposizioni normative. La lotta alla violenza tuttavia non si è fermata in questo periodo. Il numero 1522 anti violenza e stalking, i centri antiviolenza e le case rifugio sono sempre rimasti attivi, nel rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie previste. Oggi 25 novembre nessuna celebrazione, nessun evento, solo un piccolo gesto, in questo tempo della pandemia in cui sono da rifuggire più che mai le formule retoriche e in cui, semmai, abbiamo bisogno di parole di senso per rappresentare la realtà e comunicare la necessità di un impegno comune per la difesa dei diritti e per la promozione della parità, combattendo ogni rischio di arretramento culturale. Una vetrina tinta di rosso con un paio di scarpe che non potranno mai più esser indossate, e un lungo elenco delle vittime da gennaio 2020 ad oggi. Un omicidio ogni tre giorni. Per la maggior parte di noi le mura domestiche sono un rifugio da virus, ma 91 donne proprio nella loro casa hanno perso la vita per mano del marito o compagno. Si ringrazia per la collaborazione Sara Messina e il suo negozio di abbigliamento “Spadaro” sito in piazza Duomo ad Acireale. Ci auspichiamo che presto potremmo coinvolgere la città tutta, siamo sempre felici di lavorare con le realtà acesi che desiderano spendersi, siamo convinti che la violenza si vince con la cultura e con l’educazione al rispetto, con lo scardinamento di certi luoghi comuni. I progetti e le idee in cantiere sono tanti e noi non vediamo l’ora di proporli alla città”.

Associazione Fiori Ribelli ets