Non era facile ma è riuscito a dilapidare il consenso

ACIREALE – Si forma in consiglio comunale un nuovo gruppo consiliare. “La città che vogliamo” costituito da quattro consiglieri ex pentastellati: Cundari, Fichera, Pittera e Trovato, “sosteniamo il sindaco ma valuteremo, di volta in volta, i provvedimenti da votare… non vogliamo più essere considerati dei numeri…”.

Non era facile ma ci siamo già. Il sindaco Alì, da ieri, non ha più la maggioranza in consiglio comunale e non potrà contare sulla maggioranza bulgara che una pessima legge elettorale gli aveva consegnato.Non era facile perdere, dopo che sono volati gli stracci, il vicesindaco Pirrone, non era facile portare alle dimissioni da capogruppo il bravo Francesco Coco e non era facile sentire in consiglio comunale la consigliera comunale di maggioranza Angela Marino affermare “non passo al’opposizione perchè è quello che lei spera, resto nel movimento per farle opposizione dall’interno”. Indimenticabile anche il consigliere di maggioranza Spadaro che chiede un sindacato ispettivo per gli affidamenti della gestione del Palavolcan.

Insomma Alì in poco più di due anni è riuscito a scontentare non solo una larga parte di cittadini con i suoi provvedimenti sulla mobilità, ha scontentato anche una parte notevole della politica se consideriamo che i mal di pancia nell’era grillina acese sono dei veri e propri crampi al colon. Ricordiamo anche la presa di distanza dei pentastellati di Aci Sant’Antonio quando i loro amici acesi si sono aumentati gli emolumenti con la giustificazione dell’aumento del consumo idrico nel periodo estivo, non possiamo dimenticare i tanti dietro front di un’amministrazione balbettante e confusa. L’ultimo episodio quello dell’attivazione di un numero telefonico per segnalare le difficoltà che riscontrano i cittadini quando cercano di contattare l’ASP, la mattina attivato e il pomeriggio sospeso.

Oltre ogni analisi, da ieri, l’amministrazione Alì non ha più una maggioranza in consiglio comunale e in soli due anni dall’elezione del sindaco diciamo che non si poteva fare di peggio. Ovviamente per il momento sospendiamo l’analisi del programma elettorale e lo share tra quello promesso e scritto e quanto realizzato. Indimenticabile la questione carnevale 2019.

(mAd)