NON ESISTONO GOVERNI TECNICI

ET RESURGERE A CINIS

“ ..nella storia le decisioni fondate sulla conoscenza, sul coraggio e sull’umiltà hanno sempre dimostrato la loro qualità ..”“ ( Draghi,2019,agli studenti della “Cattolica “)

Incarico “tecnico“? No, profondamente politico. Con tutta l’amarezza possibile per il mio animo e il mio sentimento politico traditi e volgarmente macchiati, la consapevolezza e il dovere di guardare avanti mi derivano dalle seguenti considerazioni.

  1. Alla luce dei fatti,della realtà storica cogente e delle impeccabili quanto sofferte parole di Mattarella, questo incarico adombrato da mesi a mò di spauracchio reciproco si è reso ineluttabile dalla morte per ingurgitamento di indegnità rappresentativa di quelli che una volta sono stati elemento fondamentale della vita repubblicana: i (cosiddetti) “partiti”.
  2. Non esiste un “governo tecnico”, è solo una banale semplicistica riduzione. Infatti, un governo chiamato ad affrontare e risolvere quella drammatica serie di complessità e di vitali provvedimenti  è, per eccellenza,un governo Politico! Di cosa mai dovrebbe occuparsi la Politica se no? Delle miserabili farse da avanspettacolo messe in scena? Della vile incapacità culturale sociologica storica di saper leggere la realtà quotidiana dei Cittadini alla luce di quel tassativo dettato costituzionale della “disciplina” dell’ “onore” del primato inscalfibile della dignità e della cura della Persona umana? Da decenni ormai, dallo scempio di questi doveri, discendono corruzione, volgare trasformismo, irresponsabilità, tradimento o camuffamento di ogni radice ideale.
  3. La durissima realtà fa giustizia di una stucchevole quanto esiziale retorica diffusa: il “giovanilismo” fine a se stesso. Ad un certo punto della nostra storia si diffonde inarrestabile il sentire comune, drogato a bell’apposta, che di per se stesso essere giovani (di età), i famigerati quarantenni/trentenni, la panacea della soluzione del fallimento della classe dirigente. Ci si dimentica colpevolmente che non si ha presente senza Memoria e cura di quel Passato che si incarnò, quasi miracolo civile, nell’Italia della Costituente e negli anni durissimi del secondo Novecento,alla luce di grandiose rappresentanze storico politiche .
  4. Errore fatale,questa contrapposizione, ha contributo in maniera determinante, ad ogni livello, a cancellare e “derubricare”, assieme alle nefandezze di alcuni, l’immenso patrimonio storico politico e sociale che ha creato, dalla Liberazione in poi, una nuova Italia, faro in tutto il mondo per cultura, stato sociale e fucina di grandi intelligenze ai massimi livelli ed anche al livello di un tessuto sociale diffuso e assai partecipato. Mettendo a nudo anche impietosamente la pressochè totale inadeguatezza incapacità e molte volte egoistica indifferenza del cosiddetto “mondo giovanile“ peraltro ricchissimo di potenzialità non esercitate. Oggi, infatti, chi viene chiamato ad esercitare la virtù che fu principale nelle storie di ogni tempo? Da chi vengono le parole di autenticità,rigorosa realtà e testimonianza da esercitare della virtù propria della Repubblica Costituzionale?
  5. Una sorta di finestra spalancata  immette una salutare  e impetuosa ventata di dissolvimento dell’aria mefitica accumulata da una  Destra feroce, violenta e vile, anticostituzionale e sobillatrice dei peggiori istinti evocati sulla pelle di chi vive i drammi sociali più acri. Adesso, finalmente,  si dovrà “parlare” di Politica. Non ci sarà più il comodo e facile linguaggio della semplificazione bassissima della “pancia” del livore sociale, il facile bersaglio del pupo da abbattere, dei “confini” da proteggere, la platea delle urla scomposte di manipoli e squadracce vestite di nuovo per l’occasione. Si dovranno confrontare senza scappatoie con l’eccellenza della competenza e della soluzione. Si dovrà imparare scrupolosamente la Geografia politica, consultare quella mappa dell’Europa che non sono mai riusciti a capire, fare pubblica ammenda dei meschini comparaggi con i peggiori assetti governativi mediterranei e mondiali. Magari non si richiederà loro di conseguire anch’essi la quinta laurea di concorrere per il MIT di Boston, ma almeno dovranno imparare ad  usare i congiuntivi e una perfetta lingua inglese. E’ finito definitivamente il tempo dei Bossi, degli Almirante, dei miserevoli Borgia, delle sempiterni leopolde.

Dalla cenere, nostra Madre Costituzione risorge sempre, ci sorregge, ci rassicura  e ci ordina di non mollare. Mai!

(Rosario Patanè)