Non si giudica dopo un solo mese, o si?

ACIREALE – La città è andata ad elezioni, possiamo dire senza retorica, nel bel mezzo di una situazione di emergenza. Emergenza dovuta al fatto che l’amministrazione Barbagallo, per le questioni giudiziarie che conosciamo, è andata a gambe per aria e non ha saputo o voluto riorganizzarsi per proporre alla città una scelta di continuità. Al contrario si è spalmata sulla candidatura di Greco per poi sostenerlo a giorni alterni e poi, al ballottaggio, convergere tanti dei loro voti sul candidato del Movimento 5 Stelle. Una parentesi “d’amore” durata pochissimo come si può leggere dai posti di numerosi sostenitori di quella che è stata l’operazione cambiamo Acireale dove non passa giorno senza un attacco diretto e mirato al sindaco Alì e alla sua giunta. Amore finito presto perché amore fittizio e legato a calcoli e strategie elettorali che non hanno tenuto conto della forte maggioranza consiliare di cui dispone il sindaco pentastellato Alì. Votare Alì per sconfiggere Catanoso non è una strategia che può  essere considerata politica ma si tratta, invece, del solito vecchio refrain “il nemico del mio nemico è mio amico”.  Se ne deduce che le critiche che piovono da alcuni componenti di cambiamo Acireale e dai loro sostenitori sono poco attendibili perché previste e ovvie ed anche  un tantino ambigue. Stesso discorso per quella parte di destra che ha sostenuto Nino Nicotra e che poi al ballottaggio ha preferito “il voto del cambiamento”. Sono critiche che piovono dal “sistema delle segreterie” e che per questo lasciano in tanti il sospetto che di piccola politica si tratta.

Detto ciò avremmo concordato sul fatto che in un solo mese di amministrazione non si può giudicare l’operato di sindaco e giunta ma è lo stesso  Alì che ha voluto, invece, che si prendesse posizione sulla sua prima e importante scelta. La ztl a piazza Duomo, primo provvedimento di rilievo della giunta pentastellata ha diviso la città; una divisione che non possiamo contabilizzare visto che Acireale non ha i regolamenti per indire il referendum cittadino. Fatto assai sconvolgente se consideriamo che si tratta di un obbligo di legge, ma tant’è la scelta del primo cittadino intorno alla questione ztl al Duomo è stata forte ed è stato un chiaro segnale per quegli attivi ed anche ingenui dell’area progressista acese che, al contrario, si aspettavano che al Duomo (almeno al Duomo) non si aprisse al transito dei veicoli privati.

Altra questione su cui si doveva agire in maniera determinata e tempestiva è la questione legata alla raccolta e alla gestione dei rifiuti urbani. L’assessore La Rosa qualcosa ha fatto ma i risultati non si vedono. Città sporca, frazioni a mare sommersi dai rifiuti, quelle a monte stessa sorte. Mastelli ricolmi di ogni ben di dio e spazzatura che galleggia tra i contenitori, i cestini, gli scogli. Una vera tristezza se consideriamo che le frazioni a mare, in estate, sarebbero dovute essere luoghi per villeggianti e visitatori da tenere pulitissime e a cui prestare la massima attenzione. Nessun provvedimento per Capo Mulini dove la vivibilità è un incubo da quarto mondo.

Infine un passaggio dal programma del sindaco Alì: con i soldi che risparmieremo dalla politica pagheremo un bus navetta. Non abbiamo visto nessuna navetta e i costi della politica sono stati ritoccati per l’adeguamento dovuto alla legge regionale 44/91. A questo punto non solo non c’è risparmio ma si spendono, per la politica, alcuni centinaia di euro in più.

Vedremo come funzionerà la Fiera dello Jonio (stesso format degli ultimi due anni), come funzionerà la raccolta dei rifiuti e la scerbatura e vedremo se le strade saranno ancora invase dalle erbacce e se si colpiranno gli incivili con veemenza e dandone pubblicità. Vedremo anche quanta economia cittadina uscirà dalla crisi con il provvedimento ztl e vedremo quanto tempo ancora passerà prima di rimuovere quell’orribile pavimentazione (risagghia) alla villa Belvedere. Vedremo come sarà gestito il carnevale che rappresenta per spesa e per impatto il più grande evento acese e tra i primi della Sicilia.

E’ vero non si può giudicare l’amministrazione dopo solo un mese dall’insediamento ma se consideriamo i provvedimenti presi e i risultati sul territorio allora possiamo affermare che il buongiorno non si è visto dal mattino e forse neanche dal pomeriggio.

(mAd)