“O tutti uniti o tutti a casa”.

ACIREALE – Ancora le forze di maggioranza non trovano l’intesa intorno alla candidatura per la presidenza del consiglio comunale. Nomi ne sono stati indicati tanti ma senza trovare il consenso dei reduci del M5S e dei quattro transfughi. Va anche detto che la spaccatura all’interno del movimento 5 stelle si è fatta ancora più ampia e consistente con la porta sbattuta dall’ex presidente del consiglio Abbotto che nella sua breve nota in cui, in consiglio comunale, ha formalizzato le dimissioni ringraziando tanti (specialmente i dirigenti degli uffici) ma “dimenticando” di spendere una sola parola per il primo cittadino. Un passaggio politico certamente importante che segna, nel campo della maggioranza consiliare, un altro solco profondo.Intanto le riunioni si susseguono e si cerca un nome che non c’è o se c’è certamente non rappresenta le varie fazioni all’interno di quella che è stata (lo è ancora?) la maggioranza consiliare.

E’ anche possibile che tra qualche giorno riusciranno a trovare l’intesa ma questo non darà maggiore stabilità all’amministrazione Alì anche perché un mal di pancia dietro l’altro di solito in politica presenta il conto e lo fa nei momenti più delicati.Riusciranno, quindi, i rappresentanti della maggioranza consiliare a trovare l’accordo per portare avanti e sostenere l’azione amministrativa? Potrebbe anche accadere ma ogni accordo possibile lascerà sul terreno altri scontenti ed altre divisioni, ogni possibile intesa ormai rappresenta un cerotto posto sopra una ferita profonda e mai rimarginata.

La cronistoria è chiara ed è stata scandita in questi anni di amministrazione Alì dove, con sempre maggiore determinazione, si sono detti tutti stanchi di stare ad aspettare il Godot che avrebbe dovuto portare al cambiamento. Dallo “scongelamento” del vicesindaco Carmelo Grasso si sarebbe dovuto vedere un miglioramento tangibile sul piano della sincronia tra uffici e azione politica, si sarebbe dovuto vedere un cambiamento che, come sempre, non è arrivato e non viene più neanche annunciato.

Le azioni di questa amministrazione sono state evidenti: massima attenzione alle carte e pochissima concretezza sul piano delle azioni da intraprendere per rilanciare il territorio e renderlo accogliente e fruibile. Niente è cambiato forse alcune cose sono anche peggiorate ed ancora siamo a poco più di metà mandato.

Tra meno di un anno la politica cittadina sarà una “Siria” dove le fazioni saranno in lotta all’ultimo sangue l’una contro l’altra. O tutti uniti o tutti a casa? Non ci sono dubbi: tutti a casa!

(mAd)