Offesa la democrazia. In consiglio comunale si scatena una crisi politica enorme. Alì non è ha più la maggioranza e dopo alcuni interventi in aula la seduta viene dichiarata chiusa.

ACIREALE – Non ci sono parole per descrivere le dinamiche politiche che sono andare in scena dall’aula consiliare. Il gruppo “La città che vogliamo” dalla maggioranza passa all’opposizione ed Alì e la sua giunta non hanno più i numeri per governare. In tre anni da una maggioranza bulgara, uscita fuori grazie ad una legge elettorale bislacca, sono passati a non avere più i numeri per poter amministrare con serenità.

Eppure dopo alcuni interventi dei consiglieri comunali d’opposizione che hanno invitato l’amministrazione a dimettersi ed altri interventi di alcuni consiglieri del M5S che si sono detti convinti che, comunque, il bilancio sarebbe stato approvato appena sarebbe approdato in aula, ecco che dopo una sospensione per la conferenza dei capigruppo, il presidente del consiglio comunale Fontanesca sospende la seduta.

Un fatto gravissimo che dimostra come questa amministrazione ha sempre affrontato le continue crisi politiche che l’hanno dilaniata dall’interno senza soluzione di continuità. Un fatto scandaloso mai visto prima, un fatto che non ha tenuto conto che i consiglieri comunali sono delegati dagli elettori e quindi le loro posizioni diventano questioni collettive e devono tenere conto del rispetto che si deve alla democrazia.

Seduta chiusa, il sindaco Alì non interviene, cala il sipario di un teatro che non ha mai smesso di sorprendere per la sua originalità e il continuo disprezzo della più elementare sintassi politica. Ora si aspetta il bilancio e dopo la sua approvazione (sarà approvato) Alì deciderà se continuare ad amministrare o tornarsene al suo lavoro e dare la possibilità ai cittadini di scegliere un governo autorevole e, speriamo, capace di incrementare e potenziare quelli che sono gli indici di vivibilità delle città che vogliono definirsi virtuose.

Intanto è proprio il caso di chiudere qui ogni analisi perché oggi in consiglio comunale si è davvero toccato il fondo, anzi si è andati oltre e con vanga e piccone si è iniziato a scavare fino nel più profondo degli abissi.

(mAd)