Oggi Vi Portiamo alle Chiazzette di Acireale

Frafotografa rubrica di Francesco Pennisi

Oggi vi portiamo a

L’itinerario delle Chiazzette di Acireale
è il più accessibile per chi desidera visitare le bellezze della Riserva. In passato il percorso iniziava da Romeo (allora Via della Marina piazza Duomo, attraversava la via ) e il quartiere della Madonna del Suffragio, per poi giungere al pittoresco borgo marinaro di Santa Maria la Scala.
Oggi, provenendo dalla via Romeo, occorre oltrepassare il ponte sulla Nazionale, recentemente costruito, per percorrere la stradina (oggi Via costa ionica. Il sentiero, Tocco ) e godere dei suggestivi scenari offerti dalla snodandosi attraverso sette tornanti, consente di superare il dislivello di 150 metri che separa il pianoro acese dalla sottostante costa. Riassettato nel secolo XVII su un preesistente tracciato, è stato arricchito con particolari muri di sostegno ad arco e rampe larghe fino a sei metri. Per oltre due secoli fu la più importante e storica via di collegamento fra Acireale e il borgo, ricco di sorgenti d’acqua dolce e sede di un porticciolo.

All’ingresso del sentiero sulla SS 114 sorge un’edicola dedicata a lla Sacra Immagine di Maria. Ornano la stradella acciottolata alcuni esemplari di Robinia pseudoacacia , relitti dell’antica alberatura a doppio filare, originariamente costituita da circa 400 alberi che ombreggiavano la “strada della Marina “.
Nella prima “piazzetta” è possibile osservare un monumentale esemplare di Platano, la cui età è da stimare oltre i 150 anni. Superata la curva si prosegue sulla prima rampa delle “Chiazzette ” sul cui sfondo si scorge la Fortezza del Tocco: un bastione edificato a fini difensivi, nella prima metà del XVII secolo, è oggi sede del Centro Visite dell’area protetta.
Affacciandosi da essa si rimane incantati dall’ampio tratto di costa osservabile.
Nella quarta rampa si trova la cappella dedicata al SS. Crocifisso della Buona Nuova, risalente alla prima metà dell’ottocento. Dalla settima ed ultima rampa è possibile incamminarsi lungo due percorsi alternativi: andando dritto si giunge alla piazza del suggestivo borgo marinaro, mentre imboccando il sentiero sulla destra (denominato Via Miuccio) si raggiunge l’omonima spiaggia “cocole” del Miuccio.
Il percorso che conduce nella piazza principale del paese di Santa Maria La Scala , dove si trova la Chiesa Madre, è quello originario: costeggia a valle l’abitato e, a monte, i contrafforti della Timpa, lungo cui si aprono gli ingressi di alcune abitazioni. I l borgo sorge intorno al porticciolo Scalo Grande, con il molo foraneo e la Pietra Sarpa, piccolo faraglione con una torretta di avvistamento. La seconda alternativa discende a zig zag verso la costa con 18 tornanti stretti e corti, privi di parapetto e lungo i quali incontriamo alcuni alberelli di Bagolaro. Il percorso giunge in un ampio piazzale (detto del Miuccio), dove si trova il Mulino Testa dell’Acqua . I ruscelli d’acqua che sbucano dalla spiaggia sarebbero la foce del fiume Aci che trae nome dal pastore che secondo la mitologia greca si innamorò di Galatea, l’amata dal ciclope Polifemo: questo schiacciò il contendente sotto un masso dal cui sangue sgorgò il fiume. Mito, storia natura: un ensemble arcadico nel cuore del barocco. Lungo tutto il percorso delle Chiazzette , è possibile osservare alcune piante tipiche della Riserva: oltre al Cappero e al Bagolaro, troviamo l’Euforbia arborea, l’Alaterno, l’Ailanto (specie esotica invasiva), il Terebinto e il Fico d’india ed il Sui bordi lavici, che offrono sedili, si trova riposo dal caos e dallo smog. Gelso .
Il cinguettio degli uccellini ed il fruscio di foglie, risacca, il contrasto fra la pietra lavica e il verde e l’azzurro dominanti, il profumo di zagara: sono una panacea. E mentre lo sguardo del passante è rapito dall’altura che domina mare e costa ionica da Taormina a Capo Mulini, l’ombra di vecchi platani si curva sul solitario lettore che volta le pagine di un libro. Facile immedesimarsi nella spensieratezza di adolescenti che con zaino in spalla si dirigono verso il mare, sfuggendo ad un appello che salterà il loro nome
Be…le Chiazzette di Acireale regalano da sempre uno scorcio meraviglioso d’una Sicilia che da sempre lascia a bocca aperta, meta prefissata anche dei novelli sposi che, nei loro reportage fotografici, non si lasciano certo scappare un angolo che gli “acesi” custodiscono gelosamente.

(foto e testi di Francesco Pennisi) contenuti dei testi riportati sono frutto di ricerche svolte Francesco Pennisi su documenti di pubblico dominio )