Piano di Assetto Idrogeologico – I ritardi del Comune pagati dai Cittadini

La recente vicenda del Bora bora di Acireale, importante struttura turistica di Acireale, la cui apertura è stata sospesa con l’ordinanza n° 7 dell’Ufficio Territoriale dell’Ambiente di Aprile e riaperta solo pochi giorni addietro, ha riportato l’attenzione dei media sull’importanza della programmazione in materia di rischio idrogeologico nel nostro territorio e sullo strumento regionale che lo gestisce, il Pai (Piano dell’assetto Idrogeologico)
Primi Effetti dell’Ordinanza 7/19 sulla Balneazione ad Acireale

Il Pai entrato in vigore nel 2004, è un sistema integrato di analisi del rischio e della pericolosità idrogeologica che identifica in una scala da 1 a 4, i vari livelli di attenzione e permette ai Comuni di identificare le aree da sottoporre a vincolo nei propri Prg.

La repentina pubblicazione dell’ordinanza regionale che ha gettato scompiglio tra i Comuni nella programmazione della gestione delle coste siciliane è apparsa subito a tutti gli analisti ed ai cittadini, un atto d’imperio, che la Regione ha voluto intraprendere per limitare le responsabilità amministrative e penali dei territori di propria competenza, ma in realtà seppur eccessiva nell’introduzione dei vincoli a carico dei Sindaci che si sono trovati a dover interdire ampi tratti di costa soggetti al rischio più elevato P4 e R4, nasce dalla superficialità e dalle inadempienze con cui i singoli Comuni, tra cui Acireale, hanno gestito la programmazione degli interventi di difesa dei suoli.

La Regione nel corso degli anni passati, ha più volte richiamato i Comuni per la mancata comunicazione dei dati relativi al rischio dei territori di competenza e soprattutto, per l’aggiornamento dei lavori di consolidamento eseguiti e per i nuovi dissesti eventualmente presenti.

Tale procedura, disattesa per anni, ha generato un ritardo nell’aggiornamento della cartografia del rischio ed una gravissima perdita economica per i potenziali finanziamenti che sarebbero arrivati se le analisi dei dissesti fossero state aggiornate.

Il Comune di Acireale, nel corso degli ultimi vent’anni ha eseguito direttamente o per intervento del Genio Civile, numerosi lavori di consolidamento, di cui però non vi è alcuna traccia nelle cartografie ufficiali, proprio per il mancato aggiornamento del Pai, il cui effetto si è tradotto con l’emanazione dell’ordinanza di quest’estate con la quale, probabilmente molti amministratori hanno scoperto l’esistenza stessa del Pai .

Alcuni degli interventi svolti in passato nel territorio di Acireale

Si è dovuto arrivare al “Commissariamento” delle spiagge da parte della Regione, per far comprendere ai Sindaci che il territorio lo gestiscono loro e che le comunicazioni ed il monitoraggio del rischio sono interventi fondamentali nella gestione delle emergenze.

Oggi dopo che un privato a proprie spese, ha provveduto a fare ciò che le Amministrazioni negli ultimi dieci anni non hanno mai fatto, si ricomincia a parlare di piani di manutenzione, di mappatura degli interventi ed a mettere in bilancio somme adeguate almeno per l’esecuzione degli studi propedeutici all’aggiornamento delle aree a rischio.

Il recente lavoro privato, svolto per rimediare alla chiusura del Bora bora, ha generato una prima proposta di aggiornamento della cartografia Pai, in cui per la prima volta le aree a rischio risultano arretrate rispetto alla precedente analisi e confinate prevalentemente a monte della via Tocco. Compaiono le declassificazioni delle aree del sentiero di S. Caterina oggetto del consolidamento comunale del 2015 e di qualche altra struttura privata in cui si è intervenuti in passato.

PROPOSTA DI AGGIORNAMENTO
PROPOSTA DI AGGIORNAMENTO
CARTOGRAFIA VIGENTE

Il Comune di Acireale dovrebbe fare tesoro del lavoro svolto in queste settimane da parte dei privati e dare incarico ai tecnici per l’immediata redazione dei piani di aggiornamento del Pai e dei piani di manutenzione delle opere eseguite, al fine di evitare che un’altra ordinanza regionale, arrechi nuovi danni all’economia del territorio, opponendo vincoli che spesso sono esclusivamente burocratici e frutto delle inadempienze del passato.

Fabio D’Agata