Pala Tupparello – Una Storia Acese Ep. I

Con la delibera votata in Consiglio Comunale il 29 dicembre 2020, che approva la rinegoziazione del mutuo concesso dall’Irfis circa trent’anni addietro per far costruire il palazzetto dello sport ad una società privata , si chiude un epoca per Acireale.

Da alcuni giorni è tutto un fiorire di comunicati stampa delle forze politiche di maggioranza, di opposizione e di quelle neutrali, come la Svizzera nel ’44; Tranne due consiglieri di maggioranza che hanno espresso voto contrario, tutto l’arco costituzionale ha votato a favore dell’accensione del nuovo mutuo da circa 4.000.000€ a cui potrebbe seguirne un altro per la ristrutturazione stimata con una forbice che oscilla tra 1,7 e 2 milioni di euro.

Sui social e sui media si susseguono attestazioni di merito per essere finalmente riusciti a ricomprare una parte del patrimonio comunale che avrebbe dovuto essere già nostro e che quindi pagheremo due volte e con gli interessi, sia per il nuovo indebitamento che per i costi necessari a ristrutturare l’immobile a causa dell’incuria in cui è stato lasciato per trent’anni, ma nessuno si sofferma sulle responsabilità di una vicenda paradossale che ha accompagnato la città per tre decenni e che è tutt’altro che risolta.

Proviamo a ripercorrerne le tappe

Il Consiglio Comunale delibera la convenzione con la società privata Pallavolo srl il 18 agosto del 1987.

La Politica siciliana era in pieno fermento, archiviata la stagione del tentato patto politico tra la potentissima democrazia cristiana ed il partito comunista, su cui la mafia pose il veto con l’omicidio di Piersanti Mattarella, si richiusero le porte del compromesso storico spianando la strada all’ultima grande stagione democristiana che vedeva al comando un brillante acese divenuto presidente della Regione, il nuovo Dominus della politica e della spesa regionale di cui ancora oggi paghiamo i conti.

Nella “raggiante” Catania la patrona era sempre Sant’Agata ma il vero “patrono” era Santapaola che aveva realizzato il sogno di cosa nostra, diventare essa stessa stato, collaborando e gestendo un sistema di potere con parti dello Stato con il quale non era necessario contrapporsi, ma solo fare affari ottenendo un mutuo riconoscimento.

Per alcuni versi e Terme di Acireale ed il Pala tupparello sono due storie acesi intrinsecamente vicine, nate entrambi dalla visione ambiziosa di Rino Nicolosi, che come ogni detentore del potere ama trasformare la propria città natale in una nuova capitale in cui lasciare il segno, e le opere pubbliche di quegli anni il segno lo hanno lasciato ben visibile.

Il Comune concede ad un privato ventidue mila metri quadri di suolo pubblico per farci il più grande palazzetto dello sport del meridione, facendosi garante nei confronti della finanziaria regionale che riempie di svariati miliardi pubblici una sconosciuta società sportiva, che dopo poco tempo smette di pagarne le rate generando una conseguente procedura esecutiva che punta alla vendita all’asta dell’immobile.

L’Hotel Excelsior delle terme ha avuto un destino simile, in quanto nonostante le quote del mutuo con cui era stato finanziato dal Banco di Sicilia fossero state poste a bilancio, inspiegabilmente i fondi non arrivarono mai alla banca e generarono anche lì una procedura esecutiva ed una vendita all’asta, scongiurata anche questa con tripudio di comunicati stampa con il riacquisto da parte della regione avvenuto l’anno scorso, perchè ad Acireale gli immobili pubblici si pagano sempre due volte, così … per maggiore sicurezza.

Ma torniamo al Palatupparello, nel 1993 la Pallavolo srl cede in affitto la struttura ad una nuova società, la Status srl e smette di pagare le rate all’Irfis che puntualmente nel 1994 inizia la procedura esecutiva per la vendita all’asta, procedura a cui però il Comune di Acireale si oppone con determinazione e senza indugio.

A Palermo però non c’è più Rino Nicolosi ma uno sconosciuto professore universitario di Messina, Francesco Martino esponente del partito liberale Italiano, a cui toccò di guidare la regione siciliana all’indomani delle stragi mafiose del 1992 e della tempesta di tangentopoli.

L’opposizione del Comune alla vendita all’asta e l’annessione del palatupparello al patrimonio indisponibile del Comune di Acireale, spianano la strada alla fase di riacquisizione pubblica del bene, un complessa ed intricata vicenda giuridica scandita dal primo successo in Tribunale per il giudizio di 1° grado che dichiara l’immobile impignorabile a cui seguirà un secondo verdetto della Corte d’Appello che lo ribalta integralmente dichiarandolo pignorabile, su quello di Cassazione non è stato possibile esprimersi perchè il ricorso del Comune è stato inspiegabilmente presentato in ritardo sui tempi.

Nel frattempo la Pallavolo nel 1997 cede in affitto l’immobile alla Multisport srl che lo gestisce fino al definitivo passaggio nella disponibiltà del Comune di Acireale avvenuto nel 2018 .

Quali sono le relazioni societarie tra i vari attori privati di questa vicenda pubblica, ovvero la Pallavolo srl, la Multisport srl e la Status srl ?

Quante imposte il Comune di Acireale non ha mai richiesto alle società che gestivano la struttura incassando milioni di euro di ricavi per i concerti e lasciando la struttura, almeno secondo quanto afferma il Comune, in evidente stato di degrado ?

Fabio D’Agata