Pala Tupparello – Una Storia Acese Ep. II

Il 15 gennaio scorso, nell’antisala del Consiglio Comunale, è stato firmato il nuovo contratto di mutuo che rinegozia il precedente finanziamento concesso dall’Irfis alla società sportiva Pallavolo srl, per la costruzione del più grande palazzetto dello sport del meridione.

Ce ne siamo già occupati :

Da quel lontano agosto del 1987 sono passati trent’anni, ma è come se fossero passati secoli, Acireale in questi trent’anni ha perso gran parte delle proprie attrattive economiche e culturali, spesso per causa di una gestione amministrativa miope, talvolta per il disinteresse dei suoi stessi cittadini, un’emigrazione galoppante ed un quadro politico regionale, che dopo il 1992 non ha mai ripreso l’autorità e lo slancio che aveva nell’epoca precedente a tangentopoli, hanno costretto la città a sopravvivere di rendita, ma la rendita è in gran parte esaurita.

La scelta dell’amministrazione, contestata da più parti ed alla base di nuove e violente critiche all’amministrazione in carica, è stata probabilmente una strada obbligata, il Pala Tupparello è già proprietà comunale da oltre un anno per la scadenza della convenzione trentennale nel luglio del 2019, solo che era gravato da una procedura esecutiva dai risvolti imprevedibili.

La Pallavolo, infatti non aveva onorato le rate del mutuo con l’Irfis e generato una procedura esecutiva dalla quale il Comune non è riuscito a svincolarsi, nonostante tre gradi di giudizio e la dichiarazione di pubblica utilità del bene, pertanto il riacquisto era una scelta giusta per mantenere all’interno del patrimonio pubblico un bene, nato e pensato per l’uso collettivo ma che è stato esclusivamente gestito e sfruttato prevalentemente da privati.

La questione tanto cara ai detrattori del riacquisto, ovvero l’inamovibilità del bene, che pertanto rimarrebbe un palazzetto dello sport, chiunque ne avesse la proprietà è abbastanza imprecisa.

Infatti una procedura esecutiva è sempre un episodio ad alto rischio per chi la subisce e la vendita all’asta con il successivo riacquisto da parte dei privati, non garantirebbe in alcun modo l’uso pubblico della struttura, i privati hanno sempre dimostrato interesse per l’uso commerciale del bene e non avrebbero alcun interesse a destinare l’immobile alle attività sportive, alle scuole, alle associazioni, ecc.

Archiviata pertanto la rinegoziazione con il riacquisto pubblico, sarebbe probabilmente il momento di chiedersi come si sia arrivati dopo trent’anni a riavere indietro una struttura pagata con fondi pubblici mai restituiti, e come questo sia potuto accadere sotto la lente d’ingrandimento del Tribunale e della curatela fallimentare di nomina giudiziale.

C’è un passaggio di questa storia che mi ha sempre incuriosito, mentre sicuramente lasciava indifferenti i commentatori dell’epoca, ovvero l’affitto del Pala Tupparello da parte della Pallavolo srl inadempiente nei confronti del mutuo, ad un’altra società che lo ha gestito fino a pochi anni fa, la Multisport srl.

Il 19/7/1994 l’Irfis avvia la procedura esecutiva per i mancati pagamenti delle rate del mutuo da parte della Pallavolo e nel 1997 la stessa Pallavolo, che sarà dichiarata fallita solo nel 2001, cede in affitto per 9 anni, poi divenuti 18, alla Multisport srl l’intera struttura che si occuperà di organizzare per decenni i concerti presso il palasport.

Andando a guardare le composizioni societarie dell’epoca della Pallavolo e della Multisport si nota una strana coincidenza, forse trascurabile ma sicuramente evidente.

L’amministratore delle due società era lo stesso.

Quindi, ricapitolando, una banca pubblica finanzia una grande operazione immobiliare su un terreno comunale, la società che riceve il mutuo smette di pagarlo e prima di fallire, riaffitta ad una società riconducibile alla stessa persona l’intera struttura che continua a gestire il bene senza grossi problemi.

Quando poi entra la curatela del Tribunale e trova questa situazione gestionale, decide di mantenerla nonostante il debito con l’Irfis continuasse a non essere onorato e l’attività concertistica procedesse a gonfie vele.

Per esemplificare la questione provate a chiedere un mutuo ad una banca e dopo aver smesso di pagarlo riaffittate la casa a voi stessi continuando ad occuparla per trent’anni, se ci riuscite andate al Comune di Acireale e spiegategli che non siamo soli!

Fabio D’Agata