Palavolcan, come è finita con la richiesta del sindacato ispettivo? Il cons. comunale Spadaro: “Si discuterà la mia richiesta appena sarà inserita all’odg”.

ACIREALE – Nell’estratto del verbale delle deliberazioni del consiglio comunale N°39 rg del 23,06,2020 in allegato è inserita l’Istanza di sindacato ispettivo”, il documento porta in calce la firma del consigliere comunale di maggioranza Sebastiano Spadaro.

Il consigliere Spadaro chiedeva, citiamo l’atto inserito a verbale, di conoscere la “leggittimità adottata dal Comune di Acireale per l’affidamento della gestione mediante proroga alla ditta G.I.S., della struttura sportiva a valenza imprenditoriale Arturo Volcan”.

Nella premessa il consigliere comunale Spadaro, tra l’altro, indica che la struttura è stata concessa per la “quarta volta consecutiva all’istituzione di un ulteriore proroga per la gestione del palazzetto sportivo Arturo Volcan”. Poi prosegue affermando che “al di fuori di casi strettamente previsti dalla legge la proroga dei contratti pubblici costituisce una violazione alle regole della libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza, la proroga è atta esclusivamente ad assicurare il passaggio da un regime contrattuale ad un altro, diversamente si trasformerebbe in un affidamento diretto”.

Le richieste dell’assessore appaiono sufficientemente chiare anche se lo stesso scrive che quanto “richiamato sembrerebbe palesare una situazione di illeggittimità di procedura poste in essere da parte del Comune di Acireale, con possibili profili susseguenti di danno erariale e violazioni di legge”.

Passaggi duri che sono provenuti da un consigliere comunale che sostiene l’amministrazione Alì, passaggi che attendono risposte e che le stesse non devono tardare ad arrivare anche perchè secondo Art. 43 del d.lgs. n. 267/2000 “l’esercizio delle prerogative dei consiglieri comunali (diritto di accesso, e diritto di presentare interrogazioni, mozioni ed ogni altra istanza di sindacato ispettivo) non potrebbe subire limitazioni a causa di difficoltà organizzative. Infatti, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Seconda) con sentenza n. 77 del 16/01/2014, ha osservato che ‘il limite di natura organizzativa non può essere eccepito dall’Amministrazione a ragione del diniego dell’accesso, proprio perché la ‘difficoltà organizzativa’ rientra tra quegli adempimenti a carico di ogni Amministrazione pubblica e quindi, ogni singola struttura dovrà dotarsi di tutti i mezzi necessari all’assolvimento dei loro compiti (Cons. Stato, sez. V, sentenza n. 2716/2004)’. (fonte Ministero dell’Interno).

La domanda adesso non può che essere “come è finita?”. Abbiamo sentito il consigliere comunale Sebastiano Spadaro che ha riferito che la sua richiesta sarà discussa in aula appena sarà deciso dal “presidente del consiglio comunale e dai capigruppo, considerato che l’ultima seduta è stata rinviata per mancanza del numero legale. La mia richiesta si discuterà – continua Spadaro – non appena verrà messa nuovamente all’ordine del giorno”.

(mAd)