Parco delle Terme – di chi era l’Impianto Fotovoltaico sul Tetto?

Il Parco delle Terme di Acireale ricompare periodicamente nello scenario di questa città, è una specie di effetto speciale che la politica utilizza per stupirci periodicamente, ma come recitava la parodia ad una nota pubblicità della Telefunken di qualche anno fa, “potevamo stupirvi con effetti speciali, ma noi siamo senza!”

Ed infatti noi, nonostante le foto di gruppo, i selfie, le carrambate botaniche, siamo ancora senza parco, e ci permettiamo anche di dare un contributo agronomico, le piante infatti crescono e non basta tagliarle ogni 5 anni per mantenere fruibile un parco, occorre tagliare l’erba periodicamente il che oltre a costituire una “Photo opportunity”, è anche un impegno tecnico.

Torniamo al parco delle Terme.

Pochi sanno che il “nostro” parco delle Terme sia stato oggetto di un importante intervento di efficientamento energetico, finanziato con i fondi europei nel 2015 e comprensivo di opere di numerose opere ed impianti.

Il “progetto pilota” è stato realizzato da un raggruppamento d’imprese coordinate da un partner tecnico denominato EEB, e promuoveva l’efficientamento energetico  finanziato dalla Comunità Europea attraverso il Por 2007/2013 linea 4.1.1.1 per un importo di circa € 3.000.000  identificati con CUP G35C13001210007  .

Tali lavori avrebbero riguardato il miglioramento sismico di alcune strutture e l’impiantistica del parco delle Terme,  ed in particolare la manutenzione di un fabbricato denominato “EX CEFOP” posto in prossimità dell’ingresso di via delle Terme 47, i lavori iniziano a fine 2015 e si concludono alcuni mesi dopo, e dai documenti ufficiali dei registri di Opencoesione, sito che raggruppa tutti gli interventi pubblici finanziati con fondi comunitari, risulterebbero conclusi

Sul tetto dell’edificio Ex Cefop, quello all’ingresso del parco dal lato di via delle Terme, è possibile osservare su Google map un impianto fotovoltaico , impianto che, probabilmente, non avrà alimentato alcunché essendo le terme chiuse dal 2012.

Gli altri lavori previsti sarebbero consistiti in un adeguamento sismico dell’edificio cafè del parco, con la posa di isolatori sismici ed il rifacimento dell’impianto elettrico con elementi a basso consumo, lavori che in parte è possibile ancora vedere in giro per il parco, ovviamente occorrerà una mappa ed una vista arguta.

Il progetto è curato dall’istituto di ricerca Cerisvi di Catania.

http://www.cerisvi.it/index.php?page=eeb&language=en

Il progetto veniva corredato da un interessante video di simulazione architettonica che è possibile visionare qui sotto.

http://www.cerisvi.it/video/eeb.mp4

Da alcuni mesi però, l’impianto è stato smontato e portato via, probabilmente in relazione alla conclusione del periodo di obbligo quinquennale per i progetti finanziati dalla Comunità Europea, che scadeva nel 2020. Però le infrastrutture, gli impianti e le opere di efficientamento energetico pagate con fondi pubblici non dovrebbero restare nella disponibilità del sito in cui sono state installate?

Per rispondere a questa domanda occorrerebbe avere il bando ed il disciplinare del progetto, magari i commissari liquidatori ne avranno certamente copia e potranno verificare se è regolare che a fine intervento si smonti qualcosa che è installato sul tetto di un edificio pubblico regionale, potrebbero anche chiedersi quale sia stato l’efficientamento energetico prodotto in questi anni in cui la struttura era chiusa e potrebbero anche chiedersi come faccia un impianto non collegato alla rete Enel distribuzione ad efficientare qualcosa.

Non lo sapremo mai.

Di certo siamo sicuri che la prossima primavera l’erba crescerà ed una nuova “prossima riapertura” sarà scandita da avvincenti foto di gruppo.

Fabio D’Agata