PAROLA DI ASTROSAMANTHA.

Dopo la nomina a comandante della Stazione spaziale internazionale che nel 2022 andrà in orbita, Samantha Cristoforetti, si presenta al pubblico in diretta streaming sulla web tv dell’Agenzia spaziale europea. Con lei, David Parker, direttore dell’Esplorazione Umana e Robotica di ESA.
Dichiara l’astronauta: “Sono onorata, sento tutta la responsabilità di questo ruolo di leadership, essere comandante non significa dare ordini, ma essere un facilitatore, per coordinare al meglio il lavoro di squadra e fare in modo che ogni problema possa essere risolto”.
Comandare non significa impartire ordini, ma trovare soluzioni, mettendosi anche da parte in quelle situazioni in cui persone più competenti sanno esprimersi al meglio. La quarantaquattrenne astronauta, sarà la prima donna europea e la terza al mondo a ricoprire il ruolo di comandante della Stazione spaziale internazionale (ISS).
“Un buon leader capisce se non è la persona più competente su una determinata questione e sa fare un passo indietro per lasciare spazio a chi è più competente, ma questo non significa abdicare al ruolo di leadership: alla fine resti sempre responsabile, ma sai che in quel momento specifico un’altra persona ne sa più di te”.
Samantha Cristoforetti a giorni si recherà in Russia, per continuare il suo addestramento che prevede anche simulazioni di situazioni di emergenza a fronte di qualsiasi scenario possibile, dall’incendio a bordo alla depressurizzazione della cabina: “tutte cose che si spera non accadano mai in orbita”, dice sorridendo.
L’astronauta potrà lavorare serenamente senza le preoccupazioni di mamma, perché potrà contare sul pieno supporto della sua famiglia nell’accudimento dei suoi due figli. “Quando sono partita per la mia prima missione, sette anni fa, non avevo ancora figli ed era tutto più facile, ora ho due bambini e questo è un fatto che devo considerare e di cui mi devo preoccupare. Come tutti gli astronauti, posso dire che riusciamo a fare questo lavoro incredibile perché abbiamo il pieno supporto delle nostre incredibili famiglie. Anche io posso farlo perché so che i miei bambini sono ben accuditi e sono in buone mani. Questo significa che il mio partner e i miei familiari fanno dei sacrifici per permettermi di realizzare il mio sogno e per questo sono incredibilmente grata”.

Luigi Pennisi