Patto Delle Aci – Il Governo Decreta La Decadenza Del Contributo, Danno Gravissimo per Le Aziende Acesi

Non c’erano ancora i fondi europei, non c’era l’agenda 2000 ed i politici che ci hanno costruito sopra le loro carriere non erano ancora operativi e la Sicilia , come diceva qualcuno scomparso da poco, —-“aveva bisogno dell’Europa come l’Europa aveva bisogno della Sicilia “, eppure in quella fine degli anni 90 ad Acireale s’investiva con determinazione. I fasti dell’era democristiana erano ormai spenti e l’economia della citta dei limoni, si apprestava nel suo “viale del tramonto” che nel giro di pochi anni avrebbe stravolto l’intero tessuto produttivo della zona, cambiando per sempre anche l’assetto sociale di una comunità che per decenni aveva vissuto di rendita. In quel contesto di luci e ombre i patti Territoriali erano uno strumento di sviluppo e di rilancio, un’occasione economica di finanziamenti ministeriali che avrebbero sostenuto le attività produttive di Acireale, tra questi “il Patto delle Aci” varato con decreto legislativo del 30 luglio 1999, costituiva uno degli ultimi grandi contributi pubblici di epoca statale, presto sostituiti dalla pioggia di miliardi di agenda 2000 e dei fondi europei. Il saldo di quei fondi arrivati a metà degli anni 2000 però doveva ancora essere pagato, nonostante le imprese avessero già anticipato i fondi per gli investimenti, acceso i mutui e pagato i fornitori. Così tra rinvii, indagini della Magistratura per alcune frodi sui fondi erogati e ritardi dell’immancabile burocrazia locale e nazionale, si arriva al 2019; nel mese di ottobre il MISE (Ministero dello sviluppo economico) decide finalmente di chiudere questa partita iniziata vent’anni prima ed invia al soggetto attuatore, il Comune di Acireale, una nota per Pec. In questa mail, inviata al Sindaco ed al soggetto attuatore del Patto delle Aci il Ministero per lo sviluppo Economico invita tutti i soggetti promotori a rendicontare le spese relative all’ultima tranche del finanziamento, si tratta di oltre 5.000.000€ che le imprese acesi devono ancora ricevere, in questa mail si assegna un termine di 30 giorni per adempiere, ma il comune smarrisce la Pec e non avvisa nessuno. Inizia così un calvario per le aziende e per i loro consulenti, tra cui l’Ing. Agostino Pennisi, che tra riunioni e promesse politiche non mantenute, ha portato all’epilogo del decreto di decadenza dei contributi, una tegola amara per le aziende che perdono milioni di euro di investimenti già effettuati e che possono segnare la differenza tra sopravvivere e fallire .

Il linguaggio è quello solito della burocrazia, ma il contenuto è perentorio : Considerato che il Ministero dello sviluppo economico, per le imprese che non presentano le dichiarazioni sostitutive sopra indicate, accerta, ai sensi del citato art. 28, comma 1, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del predetto decreto, la decadenza dai benefici con provvedimento da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, con salvezza degli importi gia’ erogati sulla base dei costi e delle spese sostenute; Visto che l’art. 3 del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 5 settembre 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 253, del 28 ottobre 2019, ha previsto il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione del medesimo per la presentazione delle succitate dichiarazioni sostitutive; Considerato che le imprese di cui all’Allegato A), parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, non hanno presentato le dichiarazioni sostitutive sopra indicate nei termini stabiliti; Considerato che, con nota del 5 marzo 2021, il Ministero dello sviluppo economico ha chiesto alla Citta’ di Acireale, soggetto responsabile del Patto territoriale «Delle ACI», di fornire notizie in merito all’adozione di provvedimenti definitivi di concessione per le iniziative di cui all’Allegato A); Considerato che, con nota del 19 marzo 2021, il Soggetto responsabile del Patto territoriale «Delle ACI», ha comunicato di non aver adottato provvedimenti definitivi di concessione per le iniziative di cui all’Allegato A); Considerato che sussistono, pertanto, le condizioni per procedere all’adozione del provvedimento di decadenza nei confronti delle imprese indicate nell’Allegato A); Presa visione delle visure camerali e tenuto conto della denominazione attuale delle imprese beneficiarie; Ritenuto che, in applicazione del citato art. 28, comma 1, non si procedera’ alla notifica del presente provvedimento alle singole imprese, ma che la pubblicita’ sara’ assicurata dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana; Ritenuto pertanto, necessario procedere all’emanazione del presente provvedimento; Ritenuto opportuno in via prudenziale non disporre l’immediato riutilizzo delle somme, rivenienti dall’applicazione delle procedure di cui al presente decreto, prima che siano decorsi i termini di legge per l’eventuale impugnativa; Decreta: Art. 1 Decadenza 1. Per le motivazioni riportate in premessa, e’ disposta la decadenza dai benefici concessi in via provvisoria, ai sensi dell’art. 2, comma 203, lettera d) della legge 23 dicembre 1996, n. 662, con salvezza degli importi gia’ erogati sulla base dei costi e delle spese sostenute, alle imprese agevolate nell’ambito del Patto territoriale «Delle ACI» indicate nell’Allegato A), parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, per un importo complessivo di euro 5.623.213,47.

Non è chiaro a chi scrive per quale motivo, nonostante il MISE abbia chiesto il 5 marzo 2021 una ulteriore spiegazione al comune di Acireale provando a recuperare la “svista” della pec smarrita dell’ottobre 2019, l’ente non sia riuscito a dare seguito alla rendicontazione e che pertanto si possa scrivere che : “Considerato che, con nota del 19 marzo 2021, il Soggetto responsabile del Patto territoriale «Delle ACI», ha comunicato di non aver adottato provvedimenti definitivi di concessione per le iniziative di cui all’Allegato A)”

Probabilmente un’altra brutta pagina di cattiva amministrazione è stata scritta, ed il conto non lo pagheranno solo le imprese bensì i lavoratori di quelle aziende, il loro indotto, i loro fornitori ed i cittadini nel loro insieme, tutto per una pec non letta!

Fabio D’Agata