PER NON DIMENTICARE. 27 GENNAIO GIORNATA DELLA MEMORIA

“Il Giorno della Memoria non è una mobilitazione collettiva per una solidarietà ormai inutile. È piuttosto, un atto di riconoscimento di questa storia, come se tutti, quest’oggi, ci affacciassimo ai cancelli di Auschwitz, a riconoscervi il male che è stato.”

I disabili esseri impuri non avevano il diritto di vivere. Un’essere immondo, decise che l’umanità doveva essere perfetta e tutto l’orrore che ne seguì in difesa della razza fece storia. Ua pagina dolorosa che tutt’oggi viene ricordata dall’intera umanità con sdegno. Il genocidio nazista ebbe inizio proprio con i disabili sia minori che adulti. Dapprima si iniziò con i disabili aduti che vennero presi dagli ospedali o strappati alle famiglie e deportati nei campi di cocentramento.

Essi furono le cavie per la campagna di sterilizzazione , poi segui quella in cui si impediva il matrimonio e la procreazione tra persone disabili fino a seguire all’eutanasia e sterminio di gruppo.
Questo fu chiamato “progetto T4” che mirava a cancellare il passato di questi esseri umani perchè secondo le convinzioni naziste, le loro erano vite indegne e non dovevano essere vissute.

Essi venivano portati nelle camere a gas, torturati e spogliati completamente pure della loro dignità e fatti morire asfissiati per rendere la loro morte ancora più dolorosa. Alcuni continuavano a respirare e rimanevano in agonia per dei minuti, rendendo quel tempo che precedeva la morte ancora più lungo e di un’orrore inaudito. Si passò poi allo sterminio dei bambini disabili.

Stessi metodi, stesso orrore, stesso identico sdegno e dolore. Il genocidio inziò cosi, in quei luoghi dove per chi li ha visitati racconta di aver provato la sensazione un eccessivo freddo, forse perchè un cuore non può reggere a tanto dolore perchè è impossibile pensare che un uomo possa fare così tanto male ad un altro uomo.

Cosa si è perso Hitler non guardando un disabile e l’umanità con gli occhi dell’amore , ha impiegato la sua vita coltivando e facendo regnare l’odio nella sua anima rendendola arida e infelice. Un uomo senza anima che non si è mai pentito e che non hai mai provato vergogna di se stesso. E lui, è stato ed è una vergogna per l’intera umanità. Non basterebbero mille vite per chiedere perdono.

Graziella Tomarchio