Per una città resiliente. Il PGTU, la ZTL, il bus navetta ed il rischio di procedere per strappi

Abbiamo visto, negli articoli precedenti, come la riapertura al traffico di Piazza Duomo è la scelta cardine a partire dalla quale si struttura tutta la visione del Piano Generale del Traffico Urbano. 

In aula consiliare, il nostro assessore alla mobilità, ing. Grasso, nel presentare la ZTL come prevista nel PGTU, osserva: “Immagino di arrivare alle zone a traffico limitato, ed è quello che è previsto nel nostro Piano, in 4 passaggi, quattro step. …. Il primo passo è quello che ormai è diventato molto noto in città: la Zona 30. La Zona 30 è la porta di accesso alla Zona a Traffico Limitato”.

Dunque la Zona 30 è la porta di accesso al ZTL che sarebbe a Piazza Duomo, ma come emerso nei lavori consiliari del 22 gennaio u.s., pare che un ragionamento analogo possa essere fatto anche per la pescheria e per la Piazza San Domenico. Lo vedremo.

Fermiamoci un attimo. Consideriamo la riapertura al traffico veicolare di Piazza Duomo come giustificata in Consiglio dal Sindaco Alì: “Non è nella mia natura fare scelte impositive: ho fatto questa scelta perché l’avevo promesso in campagna elettorale. In tutti i dibattiti mi ero esposto in un certo modo e quindi ho ritenuto corretto, visto che ho una parola, rispettare quello che io avevo detto in campagna elettorale”.

Mettiamo, e non nutro dubbi in proposito, che l’assessore Grasso realizzi una ZTL che “sia una bella Zona a Traffico Limitato”, e che, per fare un solo esempio, abbia i sistemi di infomobilità previsti a pag. 85 del PGTU, e cioè: a) routing traffico veicolare e indirizzamento ai parcheggi (con parcheggi equipaggiati con sensori e pannelli a messaggio variabile); b) gestione varchi ZTL, con varchi video sorvegliati; c) semaforizzazione intelligente; d) autobus equipaggiati di sensistica. Insomma una ZTL degna di una città all’avanguardia.

Diamo quindi per scontato che avremo una ZTL con i controfiocchi. 

E mettiamo che nella prossima campagna elettorale, un altro candidato sindaco, in maniera del tutto legittima, si impegni a chiudere piazza Duomo al Traffico veicolare, perché in tutti i dibattiti a cui partecipa si esprime in tal senso ed ha a sua volta una parola da mantenere. 

Qualora venisse eletto, ci toccherà smantellare varchi e riprogrammare il tutto!

Servirà ancora la zona 30, che a quel punto non avrebbe più la funzione di porta di accesso? Quanto avremo speso nel frattempo per poi mettere tutto nel cassetto?

Ci sono scelte che non si posso fare così, in maniera impositiva, qualunque ne sia la motivazione. Forse sarebbe il caso di procedere su questi temi dopo aver promosso e messo a regime il Referendum Consultivo Comunale.  Una delle più alte e nobili forme di partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa, su argomenti di interesse esclusivamente locale. Potrebbe essere un buon impegno in campagna elettorale per qualche futuro candidato ….

Ma tant’è: noi oggi prendiamo ad esempio città importanti, citiamo Barcellona e New York, ma non siamo stati capaci di mantenere funzionante una barra del parcheggio ai Cappuccini. Che aveva acquisito nel sentire di molti una valenza educativa, di legalità.

Allora credo che abbiamo un impellente bisogno di diventare una città resiliente. Legando questo termine ad un esito positivo. #acirealecittaresiliente .

Una città capace di auto-ripararsi, non solo fronteggiando in maniera idonea  le difficoltà e gli eventi negativi, dalla tromba d’aria al recente terremoto, ma anche capace di conoscere e descrivere le potenzialità e i limiti dello spazio in cui viviamo e del ruolo che amministratori, tecnici, progettisti, operatori sociali, ecc. possono avere nei suoi processi di trasformazione. 

Una città resiliente che attende la realizzazione degli impegni presi: ricordiamo fra tutti, restando in tema, il bus navetta finanziato con i risparmi della politica. 

Nel programma del Sindaco Alì leggiamo a tal proposito: “Non ci sono nelle nostre liste persone che fanno il consigliere per mestiere”. Bene. 

La domanda è: quanto si è risparmiato sin qui tenendo conto che la legge della regione siciliana in materia fissa dei parametri molto chiari? Inoltre ricordo sommessamente che il Comune paga pure un Consulente. Quasi lo stipendio di un assessore in più. Da dove dovremmo risparmiare? 

E ancora. C’è differenza tra un impegno preso in vari dibattiti e quello messo per iscritto in un programma elettorale? Io credo di no. Per cui attendiamo fiduciosi e resilienti il bus navetta, la città inclusiva, ecc. 

Cittadini di una polis che aspetta di essere pacificata nei linguaggi, che abbia bei confronti aperti, che spera nella realizzazione del Piano entro i 2 anni della sua validità, che ha voglia di essere messa in condizione di valutarne, anche in itinere, l’efficacia e l’efficienza. 

III – Continua

(Nello Pomona)