PERCORSI DI LEGALITA’, DOMANI A PALAZZO DI CITTA’ L’INCONTRO “AFFRANCARSI DALLE ZONE GRIGIE”

Torna il Progetto “Percorsi Condivisi di Legalità” 2019-2020, organizzato dall’UFFICIO DI PASTORALE SOCIALE della Diocesi di Acireale e dalle associazioni LIBERA e LIBERACITTADINANZA, con i REFERENTI ALLA LEGALITA’ degli istituti superiori di Acireale aderenti al progetto, che quest’anno sono l’IISS “Galileo Ferraris”, l’Istituto Tecnico Economico “MAJORANA-MEUCCI”, l’Istituto di Istruzione Superiore “GULLI E PENNISI”,  insieme con l’IPM di Acireale. Anche quest’anno il Comune partecipa alla realizzazione del progetto.

 E’ un’iniziativa che ormai da diciannove anni coinvolge gli studenti delle scuole superiori di Acireale ed ha l’obiettivo di far incontrare gli studenti dei vari istituti, per prendere coscienza di problematiche inerenti la giustizia e la legalità e maturare una coscienza civile, capace di promuovere il bene comune, come contrasto ad una mentalità mafiosa che tende a tollerare la corruzione e l’illegalità.

Il Percorso di quest’anno ha come titolo “AFFRANCARSI DALLE “ZONE GRIGIE”: RISCOPRIRE NUOVI STILI DI VITA PER UNA SOCIETA’ PIU’ GIUSTA” e si prefigge di aiutare gli studenti a liberarsi da stili di vita che favoriscono il perdurare di fenomeni mafiosi, denominati “zone grigie” dal giudice Giovanni Falcone, riprendendo una definizione con cui Primo Levi, nel suo libro “I sommersi e i salvati”, indica l’ibrido, dai contorni mal definiti, che separa, lega e congiunge i due campi dei padroni e dei servi. Anche per Falcone la definizione poteva adattarsi al costume mafioso: “Se la mafia si riducesse soltanto a una questione criminale, non pensa che in quasi un secolo sarebbe stata eliminata dai poteri repressivi dello Stato? Il guaio è che occorre tener conto non soltanto della politica, ma anche del tessuto sociale sostanzialmente ambiguo di Palermo. Cosa nostra non è un bubbone, è la degenerazione a livello criminale di uno stato d’animo diffuso fra tutti i ceti e tutte le classi della città. Sa che cos’è la zona grigia?…Vede, qui purtroppo bisogna stare attenti persino a chi ci si trova accanto».

Il Progetto è stato presentato ieri alla stampa. «Negli anni abbiamo raggiunto migliaia di studenti. Proviamo a seminare sensibilità nel tessuto sociale. Quest’anno abbiamo scelto il tema delle “zone grigie”, ne hanno parlato Levi e Falcone. Dobbiamo riflettere sulla mancanza di reazioni decise nei confronti del fenomeno mafioso, sugli atteggiamenti di rassegnazione e assuefazione. Sono previsti tre incontri con gli studenti dei diversi istituti, ma ogni istituto nell’anno scolastico farà i propri approfondimenti», ha spiegato il direttore dell’Ufficio di Pastorale Sociale Don Marcello Pulvirenti.

«Quest’anno abbiamo una novità educativo didattica. Conosciamo le figure esemplari degli eroi antimafia, ma dobbiamo chiederci quale sia la nostra parte. C’è una rete di piccole trame in cui ciascuno di noi compie atti non illegali, ma piccoli gesti che sommati ad altri piccoli atti di sopraffazione o di egoismo creano un tessuto in cui la mafia esercita un potere effettivo. Pensiamo alla mancia che lasciamo al parcheggiatore abusivo. Siamo sicuri che ciascuno di noi stia commemorando Falcone e Borsellino? E’ il principio della responsabilità diretta», ha sottolineato Rosario Patanè di Liberacittadinanza.

«Questo progetto ha un valore importantissimo perché i ragazzi sono con noi. Non dobbiamo mai dimenticare di dare ai ragazzi dei valori su cui progettare la propria vita, stimolarli ad andare altrove e a pensare in grande. Il senso di giustizia è stato costruito sulla base a certi valori», ha ricordato Maria Grazia Pennisi di Libera delle Aci -presidio Pierantonio Sandri.
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il sindaco Stefano Alì. «Il Comune ha il compito di guidare al rispetto delle regole. Pensiamo al discusso street control o al corretto conferimento dei rifiuti. Servirebbe una migliore convivenza senza intaccare i diritti degli altri. Il tema si allarga, ma l’indicazione è semplice: le regole ci sono e vanno rispettate».

Il progetto inizierà domani, lunedì 13 gennaio, con una conferenza alle ore 16.00 presso la Sala stampa del Palazzo di Città. La relatrice sarà la dott.ssa Marisa Acagnino, magistrato.

L’incontro è rivolto a insegnanti, formatori e genitori, docenti referenti dell’educazione alla legalità, ad associazioni e movimenti che operano nel campo dell’educazione alla legalità e nel campo del recupero di soggetti svantaggiati, a studenti dell’ultimo e del penultimo anno di studi, a ciascun cittadino a cui stanno a cuore i temi della cittadinanza e del bene comune.

La Conferenza aprirà i cicli di incontri che coinvolgeranno alcuni studenti degli istituti aderenti al progetto, da febbraio a maggio, con una serie di incontri, di confronti, di approfondimenti ed elaborazione di video, che verranno condivisi durante una festa conclusiva.

L.C.