PGTU: il trasporto pubblico acese. Cartellonistica e APP per smartphone.

La prima parte di riflessioni, da osservatori partecipanti della mobilità cittadina, si chiude con queste riflessioni sul trasporto pubblico locale e con le prossime sulla mobilità ciclistica ipotizzata.

Nella seduta del 29 gennaio u.s., l’assessore Grasso, fa una comunicazione che ritiene possa essere gradita dall’aula perché importante: dopo aver precisato che in città abbiamo nelle fermate degli autobus una cartellonistica obsoleta che non precisa gli orari e così, di conseguenza, “nessuno può prendere l’autobus, perché nessuno ne conosce gli orari”.

Continua poi l’assessore che nella stessa mattinata del 29 gennaio, aveva avuto incontri con i dirigenti dell’AST e della motorizzazione per “chiudere un accordo di ottimizzazione del servizio” che consentirà di ottenere delle frequenze degli autobus più consone alle esigenze della città. In modo tale da indurre le persone a potersi muovere con fiducia con i mezzi pubblici. 

Io non so se è stata condotta un’analisi che ha portato l’assessore a dire che l’autobus non lo prende nessuno come conseguenza di una cartellonistica vecchia di 10 anni, dove non ci sono orari specificati. Ma sarebbe interessante sapere se la nostra Amministrazione ha effettuato una stima del numero dei passeggeri dei mezzi cittadini e su quali basi è stata eventualmente condotta quest’ultima: c’è stato un conteggio delle obliterazioni, oppure un rilievo manuale a terra e/o a bordo degli stessi.

E’ stata condotta una rilevazione sulla qualità del servizio pubblico? Quali aree sono state prese in considerazione, che risposte abbiamo ottenuto, ecc.

Ancora una volta torna il tema della partecipazione della cittadinanza.  Promuovere forme di cittadinanza attiva, specie fra i giovani, costituisce da sempre un’area di attenzione specifica delle politiche sociali. Ma l’intero piano non sembra strutturato in modo condiviso tra i due assessorati.

Così, a pagina 76 del PGTU, tra gli obiettivi di sostenibilità sociale, non c’è traccia di interventi che sollecitino la nostra comunità adulta e le istituzioni cittadine a garantire un costante e significativo investimento per dare vita a quella che gli esperti chiamano “pedagogia della cittadinanza”. 

L’affermazione dell’assessore Grasso è di buon senso. Ma tuttavia non basta per avere dati di partenza certi, in mancanza dei quali sarà difficile misurare quanto gli interventi dell’amministrazione hanno prodotto dei cambiamenti nell’uso del trasporto pubblico locale. Basta una cartellonistica nuova e con orari precisi per ottenere un uso più frequente dei mezzi pubblici?

Inoltre, sempre il 29 gennaio, in consiglio, l’assessore Grasso ha parlato della predisposizione di un’apposita APP che consenta “la possibilità di vedere quando arrivano gli autobus e i tempi di percorrenza per lo meno sul telefonino”. Spiega l’assessore che organizzare un sistema di trasporto pubblico strutturato “come quello che esiste a Catania dal 2015” è una cosa piuttosto complessa che “probabilmente non si può ottenere in tempi brevi”. Ma, precisa, “avere nello smartphone la possibilità con un’applicazione di sapere dove è arrivato l’autobus, e quando arriva, è un ragionamento molto semplice e abbastanza immediato”.

Più avanti l’assessore dirà ancora che “queste applicazioni si possono fare in  maniera che ritengo abbastanza semplice e veloce”.

Allora: abbiamo ottenuto la possibilità di geolocalizzare gli autobus, e abbiamo ottenuto una migliore frequenza degli autobus cittadini. A che punto siamo con la cartellonistica e con l’applicazione per smartphone?

Cosa significa tempi brevi? Per un qualsiasi progetto, termini come “tempi brevi” non significano nulla: per me tempi brevi può voler dire 2 giorni, per altri una settimana, per altri ancora sei mesi, ecc. Gli indicatori devono essere misurabili. Lo dobbiamo dire noi agli ingegneri?

Sono stato l’altro giorno in ospedale e mi sono trovato di fronte la panchina predisposta per chi aspetta l’autobus lì. La foto di quest’articolo parla chiaro.

(Nello Pomona)