Piacevole incontro con Rosario Russo, dopo due mesi dalla presentazione del suo romanzo “Quattordici Spine”

Il 4 maggio scorso, presso la sala dell’associazione culturale Costarelli, la nostra redazione ha curato la presentazione del libro “Quattordici Spine” del giovanissimo emergente scrittore acese Rosario Russo.
Ricordiamo qualcosa di lui :

Rosario Russo (1986) è uno scrittore siciliano che vive e lavora ad Acireale. Laureato in Lettere e Filosofia ed appassionato di Storia, ha conseguito successi in numerosi premi letterari, presentando racconti di vario genere.
Nel 2012 ha esordito con la sua opera prima, “Il Martirio del Bagolaro” (Carthago edizioni), romanzo storico ambientato ad Acireale nel 1862.
Il poliziesco “Quattordici spine” (Algra editore), rappresenta il secondo romanzo dell’autore.
Inoltre :
Premio Akademon 2013 (romanzo storico “Il martirio del bagolaro)
Premio Poeti e narratori per caso 2018 (racconto indedito inedito” Gli amanti immortali”)
Premio fotografico e letterario Acese 2018 (racconto inedito “Gli amanti immortali)
Biennale della cultura Impavidarte 2019 Nicosia
Finalista e meritevole di menzione della giuria col racconto inedito ” Annalisa” giugno 2019.

Dopo poco più di due mesi, incontriamo nuovamente Rosario e scambiamo con lui qualche chiacchiera.

– Rosario, raccontaci, da quella meravigliosa serata, come è andata? Il tuo nuovo romanzo piace?
“Il libro sta andando molto bene, posso reputarmi abbastanza soddisfatto sia in termini meramente numerici che, e soprattutto, in termini di apprezzamento.
Infatti la critica specializzata ma soprattutto i lettori, hanno accolto il libro in modo positivo.
Adesso il nuovo obiettivo a breve termine è quello di raggiungere la soglia della ristampa.”

– Rosario, ultimamente hai aggiunto altri premi e riconoscimenti al tuo attivo?
“Si, ma non riguardano il nuovo romanzo “Quattordici Spine”, sono legati ai miei racconti inediti che spero quanto prima di pubblicare in una raccolta.”

– Puoi anticiparci qualcosa?
“Certo! Si tratta di cinque racconti di ambientazione siciliana attraverso i quali affronto alcune problematiche che da sempre affliggono la Sicilia.
Il primo si intitola “Gli amanti immortali”, nel quale mi occupo del mito di Aci e Galatea e di quel che ne rimane ad Acireale… ahimè, ben poco direi.
Un racconto a metà tra la realtà e la dimensione onirica, una storia in cui il protagonista non riesce a comprendere se sua vera o l’abbia sognata.
Considero questo uno dei racconti più importanti, innanzitutto perché mi ha permesso di ricominciare a scrivere dopo sei anni di stand by, e poi perché con esso ha preso vita la figura del commissario Traversa, che ritroveremo in un altro racconto ( “Il sesto sigillo” ) e nell’ultimo romanzo “Quattordici Spine”. E qui mi è d’obbligo un ringraziamento particolare a Graziella Tomarchio che è stata la prima persona ad intravedere un futuro per questo personaggio.
Grazie a questo racconto ho vinto il premio “Concorso letterario acese” e quello del “Poeta per caso”.
È stata una bellissima esperienza scriverlo e presentarlo ai concorsi.
È un racconto abbastanza attuale visto lo stato in cui versa la villa Belvedere, dello spirito dei due amanti è rimasto ben poco in città, anche perché le nuove generazioni quasi ne sconoscono la storia.

Il secondo racconto è “Effetti collaterali”, con il quale ho partecipato ad un concorso nazionale, Giallo Biro, rientrando nella top ten.
Qui mi occupo della risoluzione di un caso che mi ha molto colpito e che nella realtà è ancora irrisolto. Credo infatti che la letteratura serva anche a questo, ovvero a fare si che il lettore vi si rifugi cercando quel senso di giustizia che spesso manca nelle inchieste giudiziarie.

Il terzo è un racconto a cui tengo molto, “Annalisa”, premiato a Nicosia con il premio della critica ( ImpavidArte ), nel quale ho ridato vita e dignità ad una ragazza vittima della mafia, vittima quasi sconosciuta e da tutti dimenticata.
La mia missione è stata quella quindi di divulgare la storia, informare e al tempo stesso sensibilizzare il lettore riguardo una tematica tanto importante, cercando anche di lasciare un messaggio di pace e di speranza.

Infine gli ultimi due racconti sono molto simili tra loro come tematica, “Il sesto sigillo” e “Il delitto delle cartoline”, nei quali affronto la questione dell’urbanizzazione selvaggia che ha colpito la nostra città, questione da estendere a tutta la Sicilia, non è difficile infatti guardarsi attorno e accorgersi di come la bellezza sia stata deturpata.
A tal proposito mi piace raccontarvi un aneddoto avvenuto ad Agrigento. Durante una interrogazione ad un assessore del comune, riguardante l’abusivismo, quest’ultimo ha tentato di “difendersi” affermando che “le vere opere abusive sono i templi perché non c’è traccia di documentazione che ne attesti l’autorizzazione”. Affermazione che non ha bisogno di ulteriori commenti…”.

– Rosario, solo ascoltandoti siamo già rapiti dai tuoi racconti, non vediamo l’ora di poterli leggere nella tua raccolta. Nel frattempo, sono previste altre presentazioni per il tuo romanzo?
“Certo. Dopo la breve pausa estiva riparto carico a settembre, quasi sicuramente da Catania e con l’ambizione di portare Quattordici Spine anche fuori dalla Sicilia. Infatti a breve parteciperò ad alcuni concorsi nazionali.
Questo romanzo mi sta conducendo ad una esperienza abbastanza esaltante, conto di partecipare a qualche premio dedicato alla letteratura gialla, la letteratura di genere per troppo tempo considerata una scrittura di serie B, dimenticando che invece proprio noi in Sicilia abbiamo avuto il padre della letteratura gialla : Leonardo Sciascia.
Considero il mio libro una importante analisi del tessuto sociale, mi piacerebbe inserirlo in un genere che si chiama ” noir mediterraneo” , ovvero quel genere di letteratura che si è sostituito al giornalismo d’inchiesta, purtroppo scomoarso, vittima delle querele, sostanzialmente quindi una letteratura che prova ad evidenziare, analizzare i problemi, le brutture che affliggono la nostra società.
Infatti sia nei racconti chee nel romanzo, il mio intento è quello di mettere in luce le problematiche della città di Acireale, ricordandone i tempi d’oro ormai spariti e che hanno lasciato spazio alla “sonnolenza”, non senza trovare e lanciare un messaggio di speranza. Non a caso il personaggio principale, l’ispettore, non è siciliano per cui riesce a guardare la nostra terra con altri occhi e allo stesso modo dovremmo fare tutti noi.”

– Rosario, sappiamo che parteciperai al salotto letterario de “Le vie dell’arte” , unico scrittore acese…
“”Si… ringrazio la Consulta della cultura”, principalmente Salvo Emanuele Leotta, Gabriella Puleo e Rita Caramma, perché per me è stato un grandissimo onore essere selezionato accanto ad altri autori come Domenico Seminerio, Simona Lo Iacono e Marinella Fiume, autori che non hanno certo bisogno di presentazione. Dunque ritrovarmi in un contesto di così grande spessore mi riempie d’orgoglio e mi spinge a portare in alto la bandiera di Acireale.”

Noi Rosario non possiamo che augurarti di raggiungere con successo tutti gli obiettivi da te prefissati, seguendoti e supportandoti con affetto e con orgoglio.

Cogliamo l’occasione per invitare tutti domani sera, domenica 21 luglio, alle 19:00 presso l’anfiteatro della villa Belvedere, per incontrare Rosario Russo e conoscere il suo ultimo lavoro “Quattordici Spine”.

Laura Magliocco