mercoledì, Giugno 29, 2022
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Piano Urbano della Mobilità un’altra occasione persa dall’amministrazione Barbagallo di Stefano Alì

Il Piano Urbano della Mobilità è un importantissimo strumento di programmazione della città, con un pesante impatto sul nostro futuro.

Il piano finanziato con 220.000 € di fondi europei serve ad individuare le problematiche legate alla mobilità definendo  gli opportuni interventi sia infrastrutturali (strade, parcheggi, aree a traffico limitato, piste ciciclabili, etc.) che organizzativi (trasporto pubblico) per ridurre le criticità legate al traffico, alla sosta, al rischio incidenti, all’inquinamento atmosferico etc.

L’amministrazione Barbagallo ha perso un’altra occasione per dimostrare di rappresentare quel cambiamento con cui si è presentata ed è stata votata dalla città. Spreca l’occasione per redigere un progetto fondamentale per il futuro della nostra città, da cui dovrebbe emergere un’idea chiara di come deve cambiare Acireale, sbagliando a mio avviso sia nel metodo sia nel risultato.

Riguardo al metodo, un piano che impatta sul futuro della città può essere realizzato, effettuando le scelte nel chiuso delle stanze del potere, senza coinvolgere la città? Il progetto finanziato prevedeva un percorso partecipativo, perchè non è stato attuato? Perchè ancora oggi non è possibile per i cittadini consultare il PUM? Perchè anche il Consiglio Comunale che rappresenta la città ha ricevuto il piano a pochi giorni dalla scadenza dei termini perentori della Regione con l’obbligo di approvarlo pena la perdita del finanziamento, senza quindi poterlo emendare? Ci troviamo di fronte a scelte subite dalla città.

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Dov’è quella offerta di partecipazione dichiarata da questa amministrazione durante la fase elettorale?

Da cittadino esigo che il piano sia reso disponibile a tutti (a oltre un anno dalla consegna da parte del progettista)  in maniera digitale (come obbligo da capitolato speciale d’appalto art. 28) sul sito dell’ente. Richiedo anche che il PUM venga inquadrato nel sistema territoriale del Comune (come previsto da c.s.a e come obbligo da art. 8 della convenzione con la Regione) in modo da inquadrarlo con il PRG, con le riserve e con il piano triennale delle opere pubbliche, ricordo che siamo nel 2017 a chi se lo fosse dimenticato.

 

Il piano presenta inoltre alcune scelte che ritengo opinabili. Ricordo che la verifica tecnico amministrativa e la verifica economica delle opere previste erano obblighi indicati nel progetto. Ricordo inoltre che il costo del progetto è di 220.000 €.

Come mai il posteggio scambiatore zona sud è stato individuato nell’area della vecchia stazione e non accanto alla stazione attuale? A fronte di un investimento molto più cospicuo si ricavano solo 56 posti auto, per attivare l’intermodalità con la ferrovia è necessario prevedere una fermata nella vecchia stazione (scelta che non dipende dal Comune ma dalle Ferrovie dello Stato) con ulteriori costi per riattivare la stazione, che a quanto so è stata messa in vendita. E soprattutto non si tiene conto del nuovo asse attrezzato Via Cristoforo Colombo SS 114 altezza Capomulini (presente nello stesso progetto) che servirà la nuova stazione oltre che Aciplatani ed Aci Catena rendendo facilmente accessibile l’area della stazione sia a chi proviene da sud (SS 114) sia a chi proviene dallo svincolo dell’autostrada. Nel piano non c’è nessuna motivazione sulla scelta di questa area.

Altro aspetto importante riguarda il nodo Cappuccini, si è scelto di dare all’opera un taglio mastodontico senza una precisa valutazione dei posti auto che realmente verranno utilizzati (si ragiona sempre come se i soldi dei finanziamenti pubblici non provenissero dalle tasche dei cittadini). L’opera non viene inquadrata rispetto al PRG e rispetto alla riserva della Timpa con cui sicuramente impatterà. Rispetto alla perdita del campo sportivo non viene fatta ne un’analisi sull’impatto legato alla riduzione delle strutture sportive, ne dal punto amministrativo su eventuali vincoli legati alla natura del lascito con cui l’area è entrata in possesso dell’Ente. Ne c’è la minima valutazione sul costo dell’opera, neanche di massima che in questo caso mi aspetto estremamente elevato. Ne viene valutata la percentuale di rischio legata alla mancata realizzazione della fermata da parte di Ferrovie dello stato.

Altro aspetto che mi sta a cuore e che questo piano non svela è quale idea ha la nostra amministrazione del rapporto fra città e Timpa? Da una parte con l’asse attrezzato sembra che il traffico venga spostato verso l’esterno e quindi la città si può riappropriare della 114 “urbanizzandola”, creando un rapporto stretto con la timpa ed il mare, creando un’alternativa reale a Via galatea (attraverso ulteriori innesti che in una strada statale non sono fattibili) dall’altra vedendo le dimensioni dell’opera sembra un invito a raggiungerla con l’auto per chi viene da fuori Acireale sconfessando questo proposito lasciandola come arteria di scorrimento veloce.

Riguardo gli interventi di completamento della viabilità principale il By pass viario dalla 114 (Capomulini) alla via Cristoforo Colombo non viene inquadrato con gli strumenti di pianificazione urbanistica. Dal progetto non emerge una verifica di compatibilità con la Riserva delle Terme ne con l’area a rischio idrogeologico che attraversa. Non è presente nessuna verifica economica neanche di massima che individui un costo di massima dell’opera. Condivido comunque l’importanza dell’opera.

Curiosamente è prevista anche una rotatoria fra Corso Italia Via Verga Se l’amministrazione intende procedere in questo senso, perchè non tenerne conto nel progetto del marciapiede di Corso Italia appena approvato dall’amministrazione che invece lo sconosce completamente?  Sembra il caso della mano destra che non sa cosa fa la sinistra, costruiamo dei marciapiedi (ed abbattiamo degli alberi) per poi rifarli, tanto sono soldi pubblici.

Mi sembrano del tutto insufficienti le rilevazioni sui flussi effettuate solo tra il tra il 6 ed il 21 maggio, in un periodo particolare dell’anno e non in grado di dare indicazioni per il periodo invernale in cui il traffico è più congestionato. Inoltre non ho letto rilevazioni legate all’occupazione dei parcheggi in modo da identificare l’utilizzo attuale, diversificando le fasce notturne legate ai residenti dall’occupazione legata ad attività lavorativa o di consumo.

Solito Iter lunghissimo (il progetto è del 2013) solita approvazione del progetto in 2 giorni (immagino senza alcuna verifica approfondita); ultimato dal professionista in data 14/12/2015 (consegna del Report finale del piano) certificato di ultimazione del servizio del RUP, datato 16/12/2015. Solito avvio dell’esecuzione anticipata rispetto al contratto. Solito progetto su cui è stato affidato il servizio frutto di copia incolla dal progetto del Comune di Gela (si fa riferimento alla “Deviazione del traffico pesante e del traffico extraurbano ( che collega la Sicilia sud orientale con la Sicilia sud occidentale) che attualmente transita sulla Via Venezia verso strade alternative;
Ridurre l’impatto ambientale del sistema della mobilità in un territorio caratterizzato già da un notevole inquinamento derivante dagli insediamenti industriali)

In parallelo alla realizzazione del PUM doveva essere realizzato un ufficio del Piano (impegno verso la regione) e che sarebbe stato opportuno che si fosse confrontato con i progettisti durante la stesura, ad oggi l’amministrazione non ha fatto nulla.

(Stefano Alì)

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