Piazza Duomo libera, abbiamo sentito l’opinione del vescovo Raspanti. “Così le cose non vanno bene bisogna pensare ad una soluzione globale”

“Piazza Duomo libera” non è una protesta per creare un recinto intorno ad una piazza triste e deserta. A nessuno di buon senso interessa diventare parafulmine della evidente depressione che attanaglia il bel centro storico di Acireale. Ad Acireale il centro storico deve essere ripensato, abbellito. Deve essere luogo di aggregazione e meta innanzitutto per gli acesi e le famiglie acesi. Deve essere quindi animato, con un’offerta commerciale e culturale quotidiana semplice, ma attrattiva e quindi va sicuramente ripulito e liberato dagli inutili e malsani incolonnamenti di macchine che non giovano nulla a nessuno.

Fancity crede che sia importante parlarne, approfondire, dialogare e chiedere che qualcosa cambi in fretta.

Abbiamo voluto sentire l’opinione di Monsignor Nino Raspanti, che non è solo il vescovo di Acireale. La Diocesi oggi è il principale organizzatore di eventi culturali ad Acireale e Monsignor Raspanti sembra essere l’unica persona che continua a riflettere con lucidità su tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico e su prospettive di sviluppo turistiche per il nostro territorio.

LC: Monsignor Raspanti si è aperto un vivace dibattito su vivibilità e mobilità nel centro storico, ci esponga la sua opinione in proposito.

Mons. Raspanti (vescovo di Acireale): «Idealmente mi piacerebbe molto che ci fosse l’isola pedonale o la ztl per godere pienamente di questa piazza meravigliosa, che è un vero salotto. Il passaggio delle auto non è mai auspicabile in un centro storico. Mi piacerebbe anche che ci fossero degli abbellimenti. Ma c’è un’obiezione che io stesso mi pongo. E’ la conformazione urbanistica della città. Dall’intersezione corso Savoia corso Umberto, piazza Duomo, fino a San Sebastiano, c’è uno snodo importante del traffico cittadino. Capisco i commercianti, capisco i parroci delle tre basiliche, che avrebbero il problema delle persone anziane che non possono fare tanta strada a piedi fino alle chiese. Le attività che insistono nel centro storico hanno esigenze diverse, orari diversi, i bar rispetto ai negozi o alle chiese. A monte non si può discutere solo di piazza Duomo è un problema generale. Si deve ragionare in termini globali di viabilità, di parcheggi, di città ospitale. Così le cose non vanno bene, occorre pensare e trovare una soluzione globale, che guardi al tutto e rispetti le esigenze di tutti».

LC: Bisogna pur iniziare da qualche parte… Quali sarebbero per lei le primissime scelte da adottare?

Mons. Raspanti (Vescovo di Acireale): «La prima cosa da fare sarebbe rendere il traffico di via Galatea davvero un flusso continuo. Eliminare il doppio senso nel tratto che arriva al parcheggio e mantenerla a senso unico almeno fino a via Paolo Vasta. Purtroppo quel doppio senso crea solo confusione e incolonnamenti. Altrettanto fluido dovrebbe essere il traffico su via Sangiuliano. Massima attenzione dunque al piano del traffico, un piccolo investimento sugli arredi urbani e massima attenzione agli eventi. Il primo problema è far ridiventare il centro storico di Acireale attrattivo. L’ente dovrebbe puntare a creare una politica commerciale, a un piano di eventi, senza impegnare nemmeno troppe risorse. Penso ai mercatini, ad esempio, iniziative ed eventi distribuite per tutte le giornate, che promuovano sì il food, ma non basta, ci vuole anche l’artigianato.  Occorre una politica commerciale fatta dal Comune e sono certo che la Regione potrà e vorrà aiutarci, ma un piano va fatto dall’Ente. Insomma bisogna pensare al tutto, il centro storico va totalmente ripensato. Abbellito, vivacizzato, reso raggiungibile con un piano del traffico funzionale, e quindi potrà essere vissuto come salotto». 

Fancity crede che restituire a piazza Duomo il suo ruolo di piazza sia un’emergenza per la vivibilità cittadina, che sia un’emergenza sociale, culturale, turistica e ambientale e crede che se ne debba discutere e se ne debba chiedere conto senza attendere oltre.

L.C.