Piccola storia di Jaci – 03 febbraio 1894, si scioglie il “Fascio” di Acireale.

Con l’Unità d’Italia le condizioni economiche e sociali dei lavoratori siciliani non mutarono, malgrado l’incameramento di vasti latifondi appartenuti alla chiesa non si era verificata la redistribuzione delle terre e una più equa revisione fiscale.

Il primo maggio del 1891 a Catania, l’On. De Felice fondava il Fascio siciliano dei lavoratori, un movimento di ispirazione socialista che portava avanti le aspirazioni dei lavoratori, dei braccianti agricoli e dei lavoratori delle miniere di zolfo. Anche nella città di Acireale il 19 marzo 1893, alla presenza dell’on. De Felice e di uno dei promotori l’acese prof. Giovan Battista Grassi Bertazzi, venne inaugurata una sede del “Fascio”. Responsabile della sede fu il pittore Saru Spina.

Il “Fascio” era malvisto dai ceti egemoni che vedevano minacciati i loro interessi con il pericolo di non poter più controllare la massa operaia che, con l’adesione al movimento, prendeva consapevolezza dei propri diritti e aspirazioni lavorative e sociali. Il 4 gennaio 1894 veniva emesso un decreto reale che proclamava lo stato d’assedio in tutta l’isola, il movimento veniva sciolto e i capi furono arrestati.

La sede di Acireale fu sciolta il 03 febbraio 1894; il delegato di Pubblica Sicurezza fece irruzione nei locali e li trovò deserti e spogli, il funzionario era alla ricerca del gonfalone del “Fascio” acese e degli stendardi, non trovandoli iniziò a perquisire le abitazioni di parecchi inscritti. Con la fine di questa esperienza politica gli inscritti furono emarginati e additati dall’opinione pubblica acese come sovversivi. L’indomito Saru Spina, definito da Gaetano Gravagno, ” primo combattente per i diritti umani e il primo socialista di Acireale” tagliava politicamente “i ponti” con la città e si trasferiva a Catania.

Fonti storiche:

Prof. Sebastiano Catalano – Memorie e Rendiconti.

Wikipedia

Nella foto Autoritratto di Saru Spina.

(Seby Pittera)