Piccola storia di Jaci – 10 giugno 1940, l’Italia entrava in guerra.

La campagna militare tedesca contro le truppe Francesi e Britanniche volgeva al termine. Le armate corazzate tedesche travolgevano tutto e tutti. Mussolini certo di una rapida risoluzione del conflitto affrettava l’entrata in guerra della Nazione affianco dell’alleato germanico.

Anche ad Acireale arrivava la notizia della guerra. Le gerarchie del partito si radunavano in Piazza Duomo per ascoltare , via radio , il discorso del Duce. Gli studenti acesi si radunavano invece nel cortile del Collegio Pennisi . Alle 18.00 lo storico discorso veniva ascoltato in silenzio e in piedi, a conclusione il segretario politico Filetti faceva un breve discorso sulle motivazioni del conflitto e dell’immancabile vittoria delle armi italiane a conclusione una sfilata dei “Giovani avanguardisti” per le vie . Col calare della notte la città assumeva un aspetto spettale l’oscuramento totale già era in vigore. Tutto era stato predisposto con varie ordinanze sindacali in materia di prevenzione d’incendi, con l’istallazione di sirene in piazza Duomo e al Collegio Pennisi, la popolazione sarebbe stata avvisata anche dai vari segnali che le “Cento Campane” avrebbero dato in caso di allarme. Si approntarono alcuni rifugi antiaereo in centro storico . Entrava in azione L’UNPA e la PAA,nessuna postazione d’arma contraerea solo un posto di osservazione a Belfrontizio, Acireale era pronta ad “affrontare” la guerra.

foto Adunata degli studenti nel Collegio Pennisi il 10 giugno 1940 dal libro Nicolosi – Isgrò “Labari e Campanili”

(Seby Pittera)