Piccola Storia di Jaci – Amministrazione dal 1903/ 1907 e un assessore “di ferro”

Il 09 dicembre 1903 il consiglio comunale con 28 voti eleggeva sindaco il giovane Francesco Samperi Melita. Le elezioni erano state vinte dal Partito Popolare, area politica vicina al barone Giuseppe Pennisi di Santa Margherita. La nuova Giunta era composta dai seguenti assessori: Salvatore Musmeci Politi all’Igiene, Salvatore Grasso Bonaccorsi al Dazio, Francesco Continella Mauro al Contenzioso, Leonardo Vigo all’Illuminazione, Rosario Cirelli alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Pennisi di S.M. ai Lavori pubblici. Supplenti Vito Finocchiaro all’Annona e Mario Greco Scuderi alla Villa e Spettacoli pubblici.

La città dopo un lungo periodo d’incertezza sembrava avviata a un risveglio civico, grazie al programma di opere pubbliche in città e nella frazioni e allo sfoltimento degli impiegati comunali. Tra gli assessori più intraprendenti ci fu il Cav. Vito Finocchiaro , giornalmente accompagnato dal comandante delle guardie municipali Alberto Cossu, elevava personalmente le multe verso quei negozianti e venditori ambulanti poco rispettosi dei regolamenti e controllava nei mercati la qualità della merce esposta con i relativi prezzi.

Come detto la città con l’attività amministrativa sembrava dare nuova vitalità alla città,anche i turisti ritornarono numerosi a usufruire delle Terme. Purtroppo tutto “crollava” il 25 gennaio del 1905 con la prematura morte del giovane sindaco. Il 10 luglio il Consiglio Comiunale eleggeva sindaco il giovane Giuseppe Pennisi di S.M. (allora appena venticinquenne, da questa elezione forse deriva il nomignolo “sucalora”) e questi affidava il servizio daziario a Vito Finocchiaro. Il Dazio era un settore delicato in quanto i proventi erano la principale entrata per le casse comuni. Il Cav. Finocchiaro ad ogni consiglio comunale e giunta si rendeva protagonista e il suo rigore era malvisto dai commercianti perchè si sentivano perseguitati e dai consiglieri che vedevano minacciati i loro interessi elettorali. Anche le guardie daziarie, spronate dall’assessore, non gli fornivano un adeguata collaborazione. In ottobre lo stesso Finocchiaro denunciava l’irregolarità sull’esezione delle bollette daziarie invocando, con una relazione dettagliata, l’intervento di un commissario governativo. Anche col nuovo anno (1907) l’attività dell’assessore non conosceva soste. Durante un ispezione, sorprendeva, lungo la linea daziaria vicino la ferrovia, tre guardie che dormivano durante il servizio. Il Cav. Finocchiaro portava dettagliata relazione in consiglio comunale e pretendeva e otteneva la sospensione dei tre impiegati dello stipendio per due mesi. Questo episodio unito all’atteggiamento rigoroso dell’assessore fu dannoso per il sindaco Pennisi che attaccato dalle opposizioni e malvisto pure negli ambienti prefettizi catanesi, fu costretto alle dimissioni, dopo due burrascose sedute del civico consesso, il 21 gennaio del 1907.

Note storiche del dott. Salvatore Rizzo.

Foto del Cav. Vito Finocchiaro gentilmente concessa dal Sig. Sergio Finocchiaro.